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Itinerari in Appennino, tra i due laghi Santo e Baccio sognando il Giovo

Andrea Baschieri e Lorenzo Guerrieri
Itinerari in Appennino, tra i due laghi Santo e Baccio sognando il Giovo

Dove una volta c’erano i ghiacciai, oggi resta lo spettacolo naturale dell’alta Valle delle Tagliole

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L'alta Valle delle Tagliole è indubbiamente uno dei luoghi più belli e affascinanti dell'Appennino modenese; le imponenti pareti quasi verticali del monte Giovo e la presenza dei due maggiori laghi naturali del nostro territorio, il lago Santo e il lago Baccio, combinate con la facilità di accesso (si arriva in auto fino a circa 1500 metri di altitudine), ne fanno sicuramente una delle zone più frequentate dagli appassionati di montagna. L'itinerario invernale che oggi proponiamo permette di raggiungere una classica vetta di questa zona, il monte Rondinaio (1964 m slm), attraverso l'antica via dei Remi e toccando il piccolo ma grazioso lago Turchino.

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Questi tre laghi (Lago Santo, Baccio e Turchino) sono tutti di origine glaciale, e si sono formati in seguito al ritiro dei ghiacciai che, nell'era quaternaria, occupavano tutta la vallata e si spingevano fino a circa 1000 metri di quota, come testimoniano i depositi morenici presso le località di Tagliole e Rotari.

Nella prima parte di questo itinerario percorreremo il sentiero CAI 519 che collega il lago Santo con la Foce a Giovo e quindi il Passo di Annibale e l' Abetone; è questa l'antica via dei Remi, fatta costruire all'inizio del 1600 ad opera del Granducato di Toscana per trasportare da Cutigliano e dall'Abetone i tronchi (il più possibile dritti e senza nodi, di lunghezza 10/12 metri e di legno dotato di buona elasticità) che venivano utilizzati per la produzione di remi per la navigazione, necessari all'arsenale militare di Pisa. Questa via fu preferita ad altre in quanto permetteva di raggiungere il fiume Serchio (usato per il trasporto a valle dei tronchi) senza passare per il territorio nemico del ducato di Lucca e fu utilizzata fino alla fine del XVIII secolo.

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Dopo aver lasciato l'auto nel parcheggio posto poco sotto al Lago Santo (conosciuto anch’esso come “Pian dei Remi”) e dopo aver percorso un tratto dell'antica via, la si abbandona per raggiungere la bellissima conca dove si trova il Lago Turchino e l'omonimo rifugio (non gestito). Si prosegue in direzione della magnifica e quasi verticale parete nord-est del monte Rondinaio che da qui ha davvero un aspetto più simile alle Alpi che all'Appennino, fino a raggiungere la base dell'evidente canale che culmina con la finestra del Rondinaio. Dopo una faticosa risalita si giunge al valico a 1850 mt con magnifica visuale sulla dorsale Giovo - Altaretto e sulla vallata del lago Baccio.

Da qui, seguendo a sinistra l'ampia dorsale, si raggiunge infine la croce di vetta (spesso incrostata di ghiaccio a causa dei venti poderosi che solcano il crinale) con fantastico panorama sia sul versante emiliano che su quello toscano. La discesa avviene per la facile via normale che risulta spesso ben tracciata e che attraverso l'ampia vallata giunge infine sulle sponde del lago Baccio: qui è doverosa una sosta per rifocillarsi e riposarsi davanti allo splendido scenario offerto da questa valle che presenta la tipica forma ad U derivante dalla morfologia glaciale. Prima di rientrare alle auto merita inoltre una visita il lago Santo: esso si trova sul fondo di un circo glaciale delimitato a monte dalle ripide pareti rocciose del monte Giovo e sbarrato a valle da un deposito morenico che poggia su un costone di roccia. Sulle rive del lago si trovano inoltre diversi rifugi che permettono, dopo tanta fatica, di godere il meritato riposo gustando ottimi piatti della cucina locale.

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