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Modena. Il ministro Pinotti in Accademia per il giuramento dei cadetti

Modena. Il ministro Pinotti in Accademia per il giuramento dei cadetti

La responsabile del dicastero della Difesa ha presenziato alla sfilata degli allievi ufficiali davanti alle massime autorità

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MODENA. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha presenziato in Accademia Militare al giuramento dei cadetti del 197° corso “Tenacia”. Gli allievi ufficiali che da pochi mesi varcano i portoni del Palazzo Ducale hanno sfilato inquadrati davanti alle massime autorità militari e civili.

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Il generale comandante Salvatore Camporeale e i suoi più stretti collaboratori negli ultimi giorni avevano controllato più da vicino le prove che hanno occupato tutto il tempo sottratto alle lezioni in aula.

Con la lettura della formula del giuramento, gli allievi entrano così a far parte a pieno titolo dell’esercito e dei carabinieri.

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Per questi ultimi infatti l’Accademia di Modena resta sempre un punto fermo nella formazione di una quota significativa degli ufficiali che verranno poi immessi nei ranghi. Per il 197° corso si tratta di 40 unità, tra cui tre donne. E anche se nessuno lo ammetterà mai ufficialmente la formazione ricevuta nel biennio sotto la Ghirlandina costituisce, proprio per l’estrema selettività dell’esame di ammissione, una sorta di titolo d’onore.

Una volta entrati nell’Arma, visto che hanno ricevuto una formazione militare vera e propria e non solo quella di polizia giudiziaria, ai giovani passati da Modena si aprono le strade più impegnative e prestigiose, dalle missioni all’estero alla diplomazia, dai servizi d’intelligence ai più alti gradi di un corpo che da alcuni anni ha ottenuto il ruolo di quarta forza armata a fianco di esercito, marina e aviazione.

La stessa selezione, che continua giorno per giorno tra studio, palestra, arti marziali e pratica delle armi, viene svolta per gli allievi che vestiranno la mimetica dell’esercito. Gli allievi al giuramento sono 136, tra cui 13 donne; a loro si aggiungono i sei stranieri in Italia per la formazione (uno dal Perù, tre dall’Afghanistan e due dalla Somalia) che ovviamente, pur partecipando alla cerimonia, non giurano fedeltà alla Repubblica Italiana.

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