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Boom di gatti morti nel gattile di Modena: 111 decessi nel 2015

Boom di gatti morti nel gattile di Modena: 111 decessi nel 2015

«Di chi è colpa se nel gattile di Modena muoiono ogni anno molti più gatti che altrove, in strutture simili, come Carpi e Bologna?». Se lo chiede Luca Fantoni del Movimento Cinquestelle

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MODENA «Di chi è colpa se nel gattile di Modena muoiono ogni anno molti più gatti che altrove, in strutture simili, come Carpi e Bologna?». Se lo chiede Luca Fantoni del Movimento Cinquestelle, e ieri in aula ha risposto l’assessore all’ambiente Giulio Guerzoni. Per Fantoni, visti i numeri, qualcosa di strano c’è: «Non voglio puntare il dito contro i volontari che con tanta passione gestiscono queste strutture e so quanto siano importanti per sostenere il nostro territorio, in tutti gli ambiti del nostro settore, ma penso sia giusto interrogarsi su questo tema. Dalle segnalazioni che ci arrivano si evince che non vengono somministrate le cure necessarie ai gatti in entrata, su alcuni esami si sorvola, e poi si arriva a questa situazione».

Sono 111 i gatti morti nell’ultimo anno: «Assessore mi sembrano un po’ troppi - ha spiegato Luca Fantoni - perché se lei dice che il dato è nella norma se togliamo i gatti che arrivano dalle colonie in pessime condizioni e quelli incidentati, vuol dire che a Carpi e Bologna nelle strutture ci sono quelli che vanno ai concorsi di bellezza, mentre a Modena vengano davanti al gattile a fare Armageddon...».

Guerzoni è partito dai dati per poi dare anche alcune indicazioni di investimenti: «Ai 111 decessi dobbiamo togliere i 47 arrivati in condizioni critiche dalle colonie e i 13 arrivati vittime di incidente: con questa operazione si torna ad una mortalità del 13/14 per cento, che è in linea con le altre strutture. In quanto all’affidamento della nuova struttura che sorgerà a Marzaglia e sarà pronta entro il 2016, sarà certamente affidata con una gara d’appalto che più pubblica non si può. Il problema è uno solo, come accade anche in altri settori: far funzionare un servizio con pochi soldi. E non è una questione di cani e gatti. La sostenibilità è al limite perché i finanziamenti sono pochi, e alla luce degli investimenti fatti dobbiamo fare ancora più attenzione a quella che sarà la gestione. Mi auguro che si possa investire anche negli anni futuri e che il rapporto con l’Ausl possa intensificare la sterilizzazione».

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