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AMBIENTE. DOPO LA PIENA

Guerzoni: «Via Dotta sarà in sicurezza solo a fine lavori»

Guerzoni: «Via Dotta sarà in sicurezza solo a fine lavori»

«Le aree a monte dei Prati di San Clemente, e in particolare le zone collegate alle vie Dotta, Munarola e Cavo Argine, saranno in condizioni di elevata sicurezza idraulica una volta completato, da...

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«Le aree a monte dei Prati di San Clemente, e in particolare le zone collegate alle vie Dotta, Munarola e Cavo Argine, saranno in condizioni di elevata sicurezza idraulica una volta completato, da parte di Aipo, l’intervento sulle casse di espansione del canale Naviglio». Lo ha spiegato l’assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni rispondendo ieri alle interrogazioni sull’allagamento di via Dotta e delle zone limitrofe di Albareto e sulla situazione del nodo idraulico e delle procedure di emergenza messe in atto proposte rispettivamente da Luca Fantoni del M5s e da Giulia Morini del Pd.

Ricordando che si sta concludendo il primo stralcio, sui tre previsti, dei lavori alle casse di espansione del Naviglio (Prati di San Clemente), con il sovralzo degli argini esterni dei cavi Minutara e Argine e la realizzazione dell’argine di chiusura della cassa, Guerzoni ha affermato che «dobbiamo pretendere Aipo realizzi l’opera nei tempi stabiliti, insieme all’ampliamento della cassa di espansione del Secchia, che aspettiamo da troppi anni».

Via Dotta è, storicamente, sempre stata soggetta a episodi di allagamenti dovuti al rigurgito delle acque del Naviglio, fenomeno a sua volta direttamente conseguente alla chiusura delle porte vinciane di Bomporto. La via e le aree circostanti, ha spiegato ancora l’assessore, sono classificate, nel Ptcp 2009 della Provincia di Modena, come aree depresse a elevata criticità idraulica, con possibilità di permanenza dell’acqua a livelli maggiori di 1 metro. «La chiusura dei portoni vinciani a Bomporto - ha proseguito Guerzoni - non ha permesso il regolare deflusso del canale Naviglio e dei cavi Argine e Minutara determinando l’invasamento dei Prati di San Clemente, che sono cassa di laminazione del Canale Naviglio. I cavi Argine e Minutara, non riuscendo a loro volta a defluire nel Naviglio, hanno determinato un rigurgito progressivo che ha causato un riflusso nelle campagne limitrofe che si è aggiunto ai ristagni d’acqua già presenti a causa del riempimento dei canali irrigui, ai terreni saturi e alla naturale morfologia del terreno di quelle zone.

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