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L’Appennino invecchia e la sanità tenta di reagire

di Daniele Montanari
L’Appennino invecchia e la sanità tenta di reagire

Convegno a Fanano della Cgil con vertici dell’Ausl, pensionati e politici locali «Positiva la risposta sull’emergenza, ora si deve lavorare all’assistenza»

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FANANO. La rimodulazione assistenziale in montagna ha dato riscontri positivi, ma adesso servono passi ulteriori a tutela di una popolazione sempre più sparsa sulla vastità del territorio e anziana. È quello che ha chiesto la Cgil nell’ incontro ad hoc organizzato al Centro Bortolotti con Tamara Calzolari (responsabile welfare Cgil Modena), Marina Balestrieri (Cgil regione), Gioiello Andreoni (Spi/Cgil), Massimo Annicchiarico (direttore generale Ausl), Christian Ricci (infermiere e Rsu ospedale Pavullo) e Luciana Serri (consigliera regionale Pd), in una sala gremita di persone di mezza età “che hanno bisogno di una sanità tranquillizzante” come ha sottolineato Andreoni.

Ma ad ascoltare c'erano anche i sindaci Marco Bonucchi (Sestola) e Daniela Contri (Riolunato), il candidato sindaco di Pavullo Stefano Iseppi e il segretario del Pd locale Thomas Facchini.

«La montagna deve tenere duro per mantenere i servizi che ha e ottenerne di nuovi, ma in una logica di rete», ha detto in apertura il sindaco Stefano Muzzarelli. Ed è stato questo il filo conduttore del faccia a faccia, partito dalla fotografia del territorio fornita dalla Calzolari, in cui è emerso un calo demografico di 500 unità nel 2015 rispetto a un 2010 che aveva fatto segnare un aumento di mille.

La gente ha ricominciato a partire, probabilmente per i contraccolpi della crisi, e chi resta ha portato a un’età media di 46,4 anni che va dal minimo di Pavullo e Serra (44,3 e 44,5) al massimo di Sestola e Montecreto (51 e 51,6). Aumentano le patologie della terza età e “c’è bisogno che tutti i tasselli funzionino - ha rimarcato la Calzolari - dall’ospedale alle Case della Salute, alle strutture per anziani e l’assistenza domiciliare”.

Le Case della Salute in particolare “devono fare un passo in più, garantendo maggiori prestazioni specialistiche e percorsi dedicati alle cronicità e aprendo all’impiego di assistenti sociali, ma servono anche investimenti Ausl su infermieri e medici”.

Promossa dalla Cgil la riconversione della Rsa di Fanano in ospedale di comunità (“dopo un primo avvio problematico ora è un modello con l’integrazione del 118”), così come la creazione di aree omogenee (Medicina-Geriatria, Chirurgia-Ortopedia) in quello di Pavullo, dove ora per il punto nascite bisogna guardare all’integrazione con Sassuolo per sopravvivere, mentre resta irrisolto il nodo Pronto soccorso. Infine, sul fronte dei 110 posti letto da ridurre nel modenese la priorità è “non si taglia in provincia”. Istanze su cui Annicchiarico ha mostrato apertura, dagli investimenti sugli infermieri alla garanzia che “i soldi per il Pronto Soccorso si troveranno”. «Non ci possono essere discriminazioni e disequità per chi vive in montagna - ha garantito - ma per questo bisogna lavorare in un'ottica di rete e di salvaguardia di priorità assolute come l'emergenza territoriale”.

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