La lotta di Gemma a Modena: riuscire a rialzarsi per tornare a casa
Malata dal 2015: invalida al 100%. Vive con 280 euro mensili. Ora è costretta ad affidarsi a parenti. Ma sogna l’isola d’Elba
MODENA Un attimo e la vita è cambiata. E l’amata isola d’Elba, per Gemma, è diventata un miraggio. I soldi che le passa lo Stato per la sua invalidità riconosciuta al 100% (279 euro mensili) non le bastano per mantenersi, se non ci fossero amici e parenti ad aiutarla. Questa è la storia di Gemma Messori, 56 anni, attrice teatrale di origini modenesi, scrittrice, poetessa e insegnante, impegnata negli eventi culturali che si proponevano all'Elba fino a quando un’emorragia cerebrale ha sconvolto la sua vita. Senza preavviso. Si stava preparando alla presentazione e promozione di un libro se, all’improvviso, non le si fosse spenta la luce.
È lei stessa a raccontare la sua storia in un post che ha pubblicato in queste ore sul suo profilo Facebook. «Una storia vera. Mia, ma anche di altre persone. Una storia da vivere, ancora più dura se uno Stato non ti aiuta».
Tutto è iniziato nel pomeriggio del 18 luglio 2015. Alla sera Gemma avrebbe dovuto presentare un libro, ma non si sentiva perfettamente in forma. Aveva pensato di mettersi in veranda al fresco e fare un po’ di ginnastica. Quando era pronta per uscire di casa, ecco scatenarsi il male. «Ho sentito dentro che mi stava succedendo qualcosa. Ho chiamato soccorso e mi sono accasciata per terra».
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Immediati gli aiuti sia dall’amico con cui condivideva l'appartamento, sia dei vicini e della sua famiglia. Poi la corsa in ospedale al pronto soccorso. Sono le prime ore del dramma. Il trasferimento all'ospedale di Livorno, per l’intervento chirurgico, poi dal 4 agosto la riabilitazione presso il reparto “Auxilium vitae” di Volterra.
Da novembre dello scorso anno è a Modena, in casa di una sua cugina, circondata dall'affetto e dall'aiuto dei suoi familiari (sta ancora facendo la fisioterapia) perché non è ancora in grado di essere autosufficiente. Ma Gemma è forte e, appena può, riesce persino a coltivare le sue passioni, ovvero l’arte e la scrittura. E ha un sogno.
«A giugno sarà il mio compleanno - aggiunge ancora Gemma nel suo post - vorrei viverlo sulla mia Isola, con i miei animali (quattro gatte e due cagnette), nella mia casa di allora».
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Gemma affronta l’argomento della sua condizione sociale. «Da otto mesi non lavoro. Non so quando potrò tornare a farlo. 100% invalida. Inabilità di lavorare. Ho 56 anni. Le mie cugine si sono informate. La legge dà la pensione alle donne a 55 anni. Io ne ho 56. Però, ecco il però. Solo se avessi lavorato come dipendente. Io ho fatto per 17 anni l'insegnante nella scuola. Poi, nel 2009, ho cambiato lavoro. E, non dipendente, ho lavorato da attrice, scrittrice e cose del genere (anche nelle scuole, però per progetti). Ecco, per me non c'è nulla. Non ho accompagnamento, mi è arrivata solo l’invalidità. Con circa 250 euro come posso vivere? È questa la legge dello Stato che dovrebbe aiutare i cittadini invalidi e impossibilitati a lavorare? Cosa vuole lo Stato? Che le persone si ammazzino? Io non voglio farlo, amo la vita anche ora che è difficile».
Gemma ha impiegato circa due mesi per scrivere il suo post su Facebook. Ha avuto un pensiero per tutti quelli che le sono stati vicino in questi mesi. Dal TeA, il gruppo di Teatro e Altro; i miei ex colleghe e colleghi della scuola Itas di Modena; tutte le amiche ed amici dell'Elba, di Modena, di Serramazzoni e altri luoghi, fino alle amiche dell’associazione elbana Animal Project che si stanno occupando dei suoi animali lasciati sull’isola. A Montebaranzone, la comunità emiliana ha dedicato un’intera serata a Gemma. E anche l’Elba, siamo certi, non intende abbandonare la sua amica.
Luigi Cignoni
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