A Modena il “trenino” parte e stritola un passeggino trascinandolo
Passeggino si incastra nelle porte in chiusura di Gigetto, il trenino che va da Modena a Sassuolo si mette in moto e trascina il mezzo per la bambina. La mamma ancora terrorizzata: «La porta s’è chiusa e solo per caso mia figlia di 2 anni era già scesa»
MODENA. «Sono ancora sconvolta. Mi viene sempre in mente quella scena, quando le porte del trenino si chiudono raide e con forza, trascinandosi via il mio passeggino rimasto incastrato in mezzo. E mi torna l’angoscia, torno a tremare. II solo pensiero che solamente per caso la mia bambina non era più sul passeggino mi fa rabbrividire. Poteva essere una tragedia. Voglio raccontare cosa mi è successo sperando che sia utile, che vicende come questa non abbiano più a ripetersi».
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Yulia è di nazionalità russa, è una giovane mamma di una bambina di due anni ed è sposata con un italiano. La coppia abita a Sassuolo e ieri mattina mamma e figlia sono salite sul trenino, su “Gigetto” come viene comunemente chiamato il mezzo che collega le due città. Doveva recarsi al Policlinico per effettuare una visita.
Alla fermata sotterranea. «Siamo arrivate alla fermata del Policlinico e si è aperta la porta scorrevole. Sono scesa assieme alla mia bambina di due anni e poi mi sono voltata per prendere il passeggino. Improvvisamente le porte sono scattate, il passeggino è rimasto in mezzo, aveva pure le ruote incastrate, si è tutto piegato. Io mi sono spostata indietro per non essere trascinata, ho iniziato ad urlare».
La scena è stata vista da parecchi presenti in quella fermata sotterranea. «Una signora che era lì vicino - spiega la mamma - a momenti sveniva perchè credeva ci fosse la bambina dentro. Anche la mia bimba si è ovviamente spaventata. Il trenino è partito, io ho tirato l’allarme che è sul muro della fermata, la gente sia dentro che fuori dalle carrozze gridava. Il trenino si è fermato dopo una cinquantina di metri, alla fine della banchina».
I soccorsi. Scambio di dati, di recapiti, informazioni su a chi e dove rivolgersi , spiegazioni? Risponde la mamma: «È uscito dal trenino penso un macchinista che mi ha visto, ha visto il passeggino, e poi ha detto che sarebbe rientrato a Sassuolo e avrebbe fatto rapporto sull’accaduto. E poi è ripartito. Fine».
Al Policlinico. La mamma allora, tremante e sconvolta, ha chiamato il marito per avere un conforto immediato e sicuro. «Sono arrivato sul posto, l’ho accompagnata alla visita al Policlinico e poi mi sono messo a telefonare. Ho chiamato Seta ma non c’entra con Gigetto, poi le Fs che alla fine mi hanno girato al giusto referente, ovvero Tper (Trasporto passeggeri Emilia-Romagna). Ho chiamato e mi hanno detto di mandare loro una raccomandata in cui spiegavo tutto». (s.to)
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