Gazzetta di Modena

Modena

Allarme sicurezza a Modena: lo sfogo amaro dei residenti di Albareto

Gabriele Farina
Allarme sicurezza a Modena: lo sfogo amaro dei residenti di Albareto

Prefetto, sindaco e giunta alla riunione nella frazione di Modena dopo la petizione dei residenti esasperati da furti e insicurezza. Il prefetto: «In questa frazione le denunce sono diminuite». I residenti restano increduli e contestano chi fa promesse

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Vi garantisco il massimo impegno dello Stato». Così il prefetto Michele Di Bari ha rassicurato ieri sera gli abitanti di Albareto nell’incontro sulla sicurezza alla polisportiva Forese Nord. «Abbiamo bisogno di rafforzare le reti», ha ripreso il sindaco Gian Carlo Muzzarelli riferendosi alle telecamere. La videosorveglianza è stata richiesta con una petizione che ha superato le 500 firme.

«Abbiamo già completato la concessione di tutto il blocco di 144 telecamere - ha ripreso Gian Carlo Muzzarelli - Ora abbiamo bisogno di rafforzare le reti. Nell’area produttiva di San Matteo abbiamo trovato il candidato per un bando regionale per la rete di alta definizione».

Senza internet saltano i collegamenti con le forze dell’ordine, come rimarcato dal comandante della polizia municipale Franco Chiari. «Nel 2016 prevediamo altri cinque punti dalle infrastrutture verso la periferia», ha garantito il comandante della polizia municipale.

La sicurezza è stata trattata per ultimo dal sindaco nel discorso introduttivo, dopo illuminazione, viabilità e altro.

«Siamo di fronte a un quadro distorto» ha ribadito Muzzarelli. Cioè? «I dati potrebbero suggerire che la situazione sta migliorando - ha spiegato il primo cittadino - ma è cambiata la tipologia di reato e ciò alza il livello d’insicurezza». «Sulle denunce avrei qualche riserva - ha aggiunto Di Bari - se le persone non denunciano è opportuno che lo facciano».

Il prefetto ha riferito qualche dato: «Nel 2014 avevamo 31 furti ad Albareto, nel 2015 19, nel 2016 siamo a 5». Alla lettura si sono sollevati brusii in aula. Più volte ad Albareto, come in altre frazioni, è stata chiesta la certezza della pena.

«Ragioneremo sull’impianto della giustizia», ha assicurato il sindaco. Come? Non ha approfondito. «Alcuni li assicuriamo alla giustizia», ha confermato Di Bari.

La riunione è stata un “bis” dopo un incontro dell’11 giugno, tanti episodi e la petizione. «Chiediamo un sistema di telecamere - ha detto Claudio Ferrari - con riconoscimento delle targhe e cartelli di segnalazione. Ancora, il miglioramento della velocità d’intervento e la presenza dell’esercito o un presidio fisso di polizia: anche quindici minuti d’attesa sono lunghissimi con i ladri in casa. Chiediamo di aumentare l’illuminazione pubblica. Vorremmo il ritorno dei volontari per la sicurezza. Vorremmo il controllo di vicinato e controlli nei campi nomadi». «Ci sono anche tanti italiani che delinquono», ha ripreso un uomo.

Oltre alle reti digitali servono i collegamenti umani. «Mi hanno “visitato” due volte a casa - ha denunciato un residente - e la mia vicina mi ha detto che aveva visto una macchina sospetta. Perché non chiamare la polizia? L’unione non è fatta dalle telecamere». «La petizione deve essere uno stimolo per le autorità - ha replicato un altro - e un impegno per noi: 500 firme si devono trasformare in più di mille occhi».

«Ho comunicato un giro stranissimo di spaccio vicino a casa mia - ha riconosciuto una cittadina dei Mulini Nuovi - e i carabinieri si sono presentati dopo mesi. Tra martedì e mercoledì hanno trapanato una finestra di casa mia. Vorrei armarmi di forconi». «Sposteremo ad Albareto il servizio mobile», ha promesso Chiari.

Il sindaco s’è assunto numerosi impegni. «Sento il “faremo, faremo, faremo” - ha criticato un cittadino - dal 1953».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google