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Braida invivibile? Residenti “deportati”

di Gabriele Bassanetti
Braida invivibile? Residenti “deportati”

Fiorano. Il Comune pensa di far traslocare i cittadini che vivono nel quartiere inquinato e rumoroso. Tosi: «Incontriamoci»

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FIORANO. C’è la zona Braida di Sassuolo, per lungo tempo a rischio ordine pubblico e c’è la zona Braida di Fiorano, a rischio ambientale, o come specifica il Psc area indicata a “forte compromissione della vivibilità”. Colpa dello stretto contatto fra produzioni industriali e residenze, che in quest’area non ha rimedio. Siamo al punto che per almeno due strade - via Zini e via Ruini - sono da tempo in corso incontri e confronti fra amministrazione e residenti per ricercare addirittura una soluzione abitativa differente in altra zona. Lo ha ribadito s specificato il sindaco Francesco Tosi, rispondendo alle critiche del Movimento 5 Stelle che lamentava inerzia sulla questione ambientale, in particolare proprio in questa zona.

«Nessuna inerzia - spiega Tosi - anzi, nonostante il problema ambientale sia ovviamente precedente all’insediamento di questa amministrazione, è una responsabilità istituzionale che sento in modo molto profondo e vorrei davvero porre rimedio a un problema che come si può immaginare, è molto complesso. Il monitoraggio è in atto ed è continuo e stiamo incontrando tutti i proprietari di abitazioni per valutare soluzioni alternative, tra cui altre sedi in cui andare a risiedere».

L’area di Braida più a ridosso della zona industriale confina con grandi stabilimenti produttivi, per esempio Emilceramica. Secondo il Movimento 5 stelle i problemi derivano dalle emissioni degli atomizzatori (si è parlato di silice cristallina), ma in passato i residenti hanno lamentato invece la presenza di solventi, di vasche di decantazione e altri problemi. A molti di questi l’azienda stessa ha cercato di porre rimedio con accorgimenti di vario tipo, anche nelle legislature passate il tema è stato a lungo sul tavolo del sindaco. Ma qualunque sia la soluzione ricercata, la zona resta a livello di “compromissione della vivibilità”. In altri quartieri di Fiorano e in particolare lungo l’ex Statale, la quasi totalità delle aziende ceramiche è stata progressivamente spostata andando a occupare aree industrali senza l’alternanza con il residenziale. Ma qui, al confine fra il centro abitato fioranese e una delle aree produttive più concentrate d’Europa (che corre lungo via Ghiarola Nuova) il rimedio non è possibile ed eventualmente dovrebbero essere i residenti a spostarsi verso altre sistemazioni. Un’ipotesi che può sembrare fantascientifica e che invece al momento non viene scartata.

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