Una mostra per celebrare un’epopea unica
Dal 6 maggio allo Spazio Gerra di Reggio rivivranno i locali che hanno fatto la storia di due decenni
C'era una volta la via Emilia della musica da ballo. Alternativa e complementare ai locali della riviera romagnola: certo meno famosa, ma che non aveva nulla da invidiare, in quanto a vivacità ed estro. Anzi, divenne riferimento a livello nazionale. Mitizzato dai giovani dell’epoca.
Due decenni magici, gli anni Settanta e Ottanta. Poi, la trasformazione: un'epopea che si chiude, trasformandosi in un qualcosa d'altro. Si passa gradualmente dalle grandi discoteche-capannone (semplici scatoloni o costruzioni stravaganti con il disco-look di quei tempi) a locali più piccoli: il “clubbing”, che da Bologna si dirama via via verso Modena, Reggio e Parma.
E oggi? Restano palazzi abbandonati e fatiscenti, come il “Kiwi” di Piumazzo e il “Goya” di Sassuolo, o già abbattuti come il “Picchio Rosso” di Formigine, “Charlie Max” di Modena o “La Bussola” di Mirandola. Ma la nostalgia per quell’epoca è intatta. Lo dimostra, nei locali sopravvissuti che hanno cambiato pelle, il floridissimo filone dei Remember, le serate vintage che onorano note e ricordi, a volte rispolverando attempati cantanti e gruppi che a loro volta vivono delle hit del passato.
Tutto questo mondo, frammentario e per molti versi inesplorato, sarà al centro della mostra “Disco Emilia”, inserita nell'ambito dell'edizione 2016 di Fotografia Europea. Si terrà allo Spazio Gerra dal 6 maggio a luglio. La mostra è l'occasione per raccontare quel passato, ma anche per indagarlo anche sotto il profilo dell’antropologia culturale.
Disco Emilia è un affresco dei tempi che furono. Si pensa subito alla disco-music, alla “Saturday Night Fever”, ma non sarà solo questo. Alcuni di questi locali hanno funzionato anche come balere, e non c'è dubbio che proprio il liscio sia la musica più longeva in Emilia, sopravvissuta a dispetto di qualsiasi moda e pretesa di modernità. E poi i concerti, spesso indimenticabili. Da Zucchero a Vasco Rossi, disco di Reggio e Modena hanno ospitato decine di cantanti e gruppi: alcuni agli albori di una carriera che si rivelerà poi gloriosa, altri già affermati.
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