Gazzetta di Modena

Modena

il dibattito

Unioni civili, la Marzano a Modena manda in tilt il suo Pd

di Gabriele Farina
Unioni civili, la Marzano a Modena manda in tilt il suo Pd

«Perderò la battaglia sulle adozioni e mi dimetterò». Una cascata di applausi ha salutato la promessa di Michela Marzano. Non una mancanza di fiducia verso la scrittrice “prestata” al Partito...

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. «Perderò la battaglia sulle adozioni e mi dimetterò». Una cascata di applausi ha salutato la promessa di Michela Marzano.

Non una mancanza di fiducia verso la scrittrice “prestata” al Partito democratico, anzi. Invitata a Modena per presentare il libro “Papà, mamma e gender”, la filosofa ha criticato la legge Cirinnà e il “trionfalismo” del premier Renzi. «Avesse detto “È una sconfitta, ma non si poteva fare altro” - ha spiegato giovedì sera all'Espo - l'avrei accettato. Non accetto la narrazione, le “cavolate” di chi prende gli italiani per “stupidi”, senza rendersi conto che il problema è questo».

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.13112927:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/la-marzano-a-modena-parla-di-unioni-civili/54882/55191]]

Termini forti contro chi «sragiona per slogan». «Contesto chi sta a raccontare balle - ha ripreso la docente universitaria - facendo il pifferaio magico come Berlusconi. A lui gli si andava contro, a Renzi dicono tutti “Che bello!”. Il segretario del Pd non vuol nominare le cose con il loro nome. Era difficile fare peggio (per la legge sulle unioni civili), visto che siamo stati condannati dalla Corte Europea. Renzi è un sintomo della pochezza culturale italiana. Io mi dimetterò ed è la mia storia».

Cosa farà prima? «Porterò avanti la battaglia alla Camera per ricorreggere il testo - ha assicurato l’ospite - e presenterò emendamenti. Dovrò resistere notte e giorno al capogruppo, ma non li ritirerò. È una battaglia che perderò, ma la devo fare. Allora mi dimetterò dal Partito democratico».

Al Pd appartiene anche Manuela Ghizzoni, politica carpigiana sicura che il punto sulle “adozioni del figliastro” sarà discusso più avanti.

«Tu ci credi, Manuela?», le ha chiesto la professoressa, critica verso «i colleghi di Camera e Senato che ripetono la stessa storia a pappagallo».

In tutto ciò, i diritti richiesti non sono arrivati. «Dovevate osare di più in Parlamento - ha attaccato un uomo - perché era il caso di rileggere l'articolo 67 della Costituzione».

«Si doveva fare molto di più - ha riconosciuto Marzano - perché è un passo avanti dal punto di vista giuridico, ma indietro da quello culturale. L'orientamento sessuale non implica nessuna inferiorità, ma in Italia c'è ancora una concezione arcaica. Ora le persone omosessuali si ritrovano in un recinto».

Senza alleanze il Pd avrebbe potuto fare di più? «Oso immaginare di sì - ha risposto la filosofa - ma, vista la reazione dei “cattodem”, qualche dubbio viene».

«Tutti i politici modenesi dicevano “fosse per me il testo resterebbe così” - ha detto un secondo uomo - ora la legge aumenta la distanza tra me, mia moglie e mio figlio che non si potrà sposare mai».

Il problema culturale è stato più volte sottolineato. «Nelle nostre scuole non si parla di questi temi - ha rimarcato Enrico Grazioli, direttore della Gazzetta di Modena e moderatore - se non in casi fortuiti».

Caterina Liotti (consigliere comunale) ed Emma Petitti (assessore regionale alle pari opportunità) hanno citato qualche progetto, tra cui “W l'amore”, contestato anche in città da minoranze politiche.

«Liotti, non è vero che a Modena c'è un dialogo sereno - ha concluso Alberto Bignardi, presidente dell'Arcigay di Modena - siamo l'unica città in cui una comunità è stata insultata e i cartelloni sono rimasti lì. Modena ha fatto una ricerca sul sessismo, ma non riusciamo a farla conoscere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google