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dopo dieci anni

Cerform studia gli stipendi nella ceramica dopo la crisi

di Andrea Gilioli
Cerform studia gli stipendi nella ceramica dopo la crisi

A dieci anni dall'ultimo studio, Cerform prepara una rilevazione dei livelli retributivi nel settore ceramico. Il centro di Formazione e studi del settore, infatti, tra i numerosi progetti che sta...

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A dieci anni dall'ultimo studio, Cerform prepara una rilevazione dei livelli retributivi nel settore ceramico. Il centro di Formazione e studi del settore, infatti, tra i numerosi progetti che sta portando avanti, ha deciso di studiare le effettive retribuzioni del personale, ad esclusione di quello addetto alla produzione, per offrire un quadro aggiornato. «Una bella opportunità – ha spiegato la direttrice Paola Careddu – e parteciperanno sia le aziende primarie sia alcune imprese settorialmente collegate. Lo studio ha l’obiettivo di raccogliere informazioni con modalità scientifica, più precisa dello scambio di informazioni tra gli imprenditori». Nella scorsa edizione il dato emerso era positivo per i lavoratori, poiché era il distretto aveva un livello retributivo molto più alto rispetto alla media delle aziende italiane di pari dimensione. «Il nostro scopo – continua Careddu - è quello di fare una rilevazione che confronti le diverse pratiche retributive in uso in questo settore, confrontando poi i risultati con altri settori, per capire se quello che accade qui è ancora sostenibile, e se, dopo la crisi, si è tornati alla sostenibilità. Gli anni d’oro, infatti, sono finiti con la crisi del 2008. Prima di questa data il settore era molto più ricco e questo emergeva anche dai profili retributivi. Oggi le ceramiche italiane continuano a competere in maniera eccellente nel mondo, contro una concorrenza che, proprio sul piano dei compensi, ha molti meno problemi. Le aziende, sopratutto quelle grandi, hanno ripreso a correre, come emerge anche dai recenti risultati 2015. Con questo studio, che sarà apprezzato dalle imprese, andremo a vedere anche la situazione dei lavoratori, in particolare le fasce dei professional. Questo studio servirà alle imprese per capire a che punto stanno, per per misurarsi rispetto a uno standard, per capire quali modelli vengono adottati, quanto questi siano compatibili e quali opportunità ci siano per fare meglio, pagando meglio il lavoro e i risultati». (a.g.)

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