Gazzetta di Modena

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Da Serra un forte e chiaro messaggio contro la mafia

di Daniele Montanari
Da Serra un forte e chiaro messaggio contro la mafia

La sala di cultura è stata intitolata a tutte le vittime della malavita organizzata Il Comune e Libera uniti: «Il passato sia di monito per essere cittadini attivi»

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SERRAMAZZONI. Ha lasciato sicuramente il segno ieri mattina a Serra l’intitolazione della sala di cultura di via Roma alle “Vittime innocenti di tutte le mafie – 21 marzo”. Perché si è posta non come celebrazione ma come evento “vivo”, come messaggio da meditare e portare avanti, secondo il monito lanciato da Mariella Badodi, referente del presidio locale di Libera “Renata Fonte”: «Stiamo attenti - ha raccomandato - a non vivere questo momento solo nel suo significato simbolico. Facciamo in modo di portare a casa le cose che diciamo». L’intitolazione, come ha spiegato in apertura l’assessore alla Cultura Marzia Cipriano, è stata fatta «per promuovere la cultura della legalità e della giustizia a ogni livello, facendo memoria», dando seguito a un impegno preso dall’amministrazione nel 2015 raccogliendo l’invito dei responsabili regionali di Libera e Avviso pubblico (presenti nelle persone di Daniele Borghi e Nadia Monti) a intitolare un luogo pubblico alle vittime innocenti di mafia. E nulla poteva essere meglio di una sala in cui, oltre ai vari incontri, si tengono i Consigli comunali, cuore dell’attività amministrativa.

«Un tessuto sano sa combattere l’infezione se sa attrezzarsi culturalmente» ha detto il sindaco Roberto Rubbiani, in una sala gremita, con la presenza di assessori (anche Davide Baschieri da Polinago), forze dell’ordine (polizia municipale e carabinieri con il comandante di Compagnia Nicola Puccinelli e il maresciallo locale Massimiliano Mantini) associazioni, studenti di Serra e del Cavazzi-Sorbelli di Pavullo e cittadini di ogni categoria.

«Raccogliendo delle sensibilità e sollecitazioni generate dall’emersione di condotte pubbliche riprovevoli, atti amministrativi irregolari e sequele giudiziarie di un certo peso – ha quindi sottolineato facendo riferimento alle vicende che hanno segnato il Comune - ci siamo trovato immersi in un contesto che ha facilitato l’affiancamento attivo a un movimento nazionale di grande respiro ideale culturale e civico come Libera»

. «Non è scontato per noi come presidio ringraziare l’amministrazione – ha osservato Mariella Badodi – ma lo vogliamo fare perché da subito ha detto sì a questa intitolazione. Il passato ci sia di monito ora per essere cittadini attivi, che affollino questa sala dedicata alla memoria non solo ora, ma ogni volta che ce ne sarà l’occasione». «Sentiamo che questa zona è presidiata molto bene» ha commentato Borghi per Libera E-R., mentre Nobili ha annunciato che «entro l’estate la Regione varerà un testo unico sulla legalità».

A ricordo indelebile della giornata, la parete di fronte all’ingresso su cui sono stati scritti dai volontari del presidio, in più di 30 ore di lavoro, i nomi delle vittime innocenti di mafia, ad oggi più di mille, opera semplice ma estremamente incisiva.

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