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Il Treno Verde piace agli studenti di Modena

Il Treno Verde piace agli studenti di Modena

Cresce la consapevolezza dei rischi ambientali tra i ragazzi. Flashmob di Legambiente sulle trivelle

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MODENA. «Se una persona inquina ne risentono tutti». Sceso dal Treno Verde, uno studente della scuola media Marconi sembra aver compreso il messaggio del convoglio ieri sul binario 1 della stazione. «Bisogna aver cura dell'ambiente», aggiunge poco dopo una compagna di classe. Seguiti dai volontari di Legambiente, le ragazze e i ragazzi hanno potuto imparare giocando. A bordo, infatti, c'erano attività con cui poter mettersi alla prova oltre ai tradizionali pannelli. All'uscita sono entusiasti. «Ognuno deve contribuire a non inquinare», fa eco una studentessa. Come fare? «Possiamo andare a scuola in bici», spiega una ragazza. «Tenere il riscaldamento non troppo alto», riprende un'altra. «Usare mezzi ecologici», garantisce un altro. «Spegnere l'interruttore se usciamo da una stanza», dicono.

Il perché non sfugge alle loro giovani menti. «Ci sono animali a rischio estinzione - ricorda uno studente - perché i ghiacciai si stanno sciogliendo». Gli effetti si inseguono a catena: riscaldamento globale, effetto serra, inquinamento. Anche gesti quotidiani, nel loro piccolo, possono fare la differenza. In fondo, l'oceano non è fatto di piccole gocce? Gli adulti non stanno a guardare. «Sono molto interessata all'ambiente - assicura Fabiana Vaccina, insegnante di matematica che li accompagna - e volevo trasmettere un messaggio ai ragazzi».

Il senso è stato recepito. Nel pomeriggio, alcuni compagni della terza O propongono un "piano B" per il parcheggio davanti scuola. L'istituto si trova nella zona della Sacca, in cui s'è tenuta una battaglia dell'associazione contro residenze nel campo Cesana. Due i progetti, altrettante le bocciature popolari. Giorgio Pighi, allora sindaco, ferma tutto, dichiarando l'area a uso pubblico. È il 23 giugno 2011.

Il futuro nell'area non è ancora stato definito del tutto. «C'è un progetto preliminare - riconosce Gianni Zetti, rappresentante del comitato Quartiere Sacca - con un'area di parco a raso. Il campo diverrà a sette, come chiedono spesso oggi. Ci sarà un piccolo anfiteatro. Abbiamo impiegato molto lavoro, sta per essere ripagato. Resta da definire il quadro delle zone 30». «Le completeremo entro l'autunno - replica Gabriele Giacobazzi, assessore all'Urbanistica - prima non ce la facciamo. Stiamo cercando di lavorare sul complesso Vaciglio-Boccabadati». Ci sono altre realtà positive. Un esempio? «Abbiamo sperimentato modelli per veder l'efficacia delle nostre idee - sintetizza Giovanni Macchitelli di Ingegneria senza Frontiere - e proporli all'amministrazione. In via Paltrinieri la soluzione non è stata apprezzata».

Esempi sono giunti anche da Rio Saliceto. «La nostra situazione ambientale è pessima - ammette il sindaco Lucio Malavasi - la Pianura Padana è tra i luoghi più inquinati d'Europa. Dobbiamo ragionare su un'area vastissima come Emilia Romagna, Lombardia e Vento per cambiare il sistema di vita». Una scelta? No alle trivellazioni. «È irrazionale insistere con l'estrazione di fossili», conclude Giulio Kerschbaumer dopo il flash mob delle 13. Il tema sarà oggetto di referendum il 17 aprile.

Gabriele Farina

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