L’attualità del pensiero di Edmondo Berselli
Pavullo. Affollato convegno per ricordare Berselli, giornalista e scrittore modenese il cui ricordo è sempre vivo e il cui pensiero è sempre attuale
PAVULLO. Sala dell'Unione del Frignano gremita ieri a Pavullo per il pomeriggio culturale dedicato ad Edmondo Berselli, il giornalista e scrittore modenese scomparso nell'aprile 2010, con l'intervento di figure di primo piano per riprendere in mano il suo saggio “L'economia giusta”, pubblicato a pochi mesi dalla morte ma ancora fertilissimo nel descrivere le ragioni di una crisi economica perdurante e dai drammatici risvolti sociali. L'iniziativa, organizzata dall'assessorato alla cultura insieme all'associazione “Amici di Edmondo Berselli” presieduta dalla moglie Marzia Barbieri, presente nell'occasione, ha visto riuniti dietro a un tavolo Marco Damilano, vicedirettore dell'Espresso, don Giuliano Gazzetti, vicario generale dell'Arcidiocesi, e Andrea Landi, docente di Economia degli intermediari finanziari all'Unimore, moderati dal politologo Massimiliano Panarari, docente di Marketing politico alla Luiss.
«Da sindaco mi chiedo se tutti gli sforzi fatti per portare un riequilibrio sociale sono andati nel verso giusto – ha osservato in apertura Romano Canovi – e la risposta è piuttosto pessimista. Per questo è giusto tornare a un'analisi emblematica dell'economia di oggi come quella di Berselli». «Un grande modenese – ha aggiunto il consigliere delegato alla cultura Leo Lorusso – ma non sempre Modena se n'è accorta. Anche per questo abbiamo voluto omaggiarlo così».
«Ero nella stanza di fianco alla sua quando ho cominciato a lavorare all'Espresso nel 2001 – ha ricordato Damilano – per me è stato un compagno di strada e un maestro, anche di umanità. Con lui era bello parlare di tutto, e resta emblematico questo libro breve ma denso come un manifesto in cui racconta l'avanzare di un'economia che si regge sull'ingiustizia e la discriminazione».
Le ragioni degli squilibri sono state finemente delineate da Landi, e commentate nelle loro ricadute sociali da don Gazzetti: «È stato un peccato che Berselli non abbia potuto conoscere questo Papa – ha detto – perché forse in lui avrebbe trovato alcune delle risposte che cercava». (d.m.)
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