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Psoriasi, 15 mila modenesi sono colpiti dalla malattia

di Saverio Cioce
Psoriasi, 15 mila modenesi sono colpiti dalla malattia

In un incontro i risultati sugli ultimi ritrovati biologici, quattro volte più costosi Quasi 3mila devono fare ricorso a cure ospedaliere e convivere con gravi disturbi

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Quasi 15 mila i modenesi colpiti da psoriasi, e di questi quasi 3 mila sono quelli che devono bussare alle porte degli ospedali e dei reparti specializzati per trovare una risposta a pruriti dolorosi che distruggono la pelle sino a portare a situazioni invalidanti. Un esempio? Le associazioni con le artriti che finiscono per cambiare per sempre la vita dei pazienti colpiti. Le generazioni più colpite sono quelle nella fascia d’età tra i 20 e i 50 anni, in cui la sofferenza raddoppia anche per le conseguenze sul lavoro.

È questa l’istantanea emersa ieri nell’incontro tra medici e pazienti promossa dal reparto di Dermatologia diretto dal prof essor Giovanni Pellacani.

Un incontro che è stato anche l’occasione per fare il punto sulle terapie più innovative per affrontare una malattia per molti versi ancora sfuggente. «Non è possibile vincere la patologia con le medicine che oggi abbiamo a disposizione. La psoriasi è una malattia cronica e recidivante, come il diabete ad esempio - spiega Andrea Conti, dermatologo referente per l’Ambulatorio Psoriasi - Le risorse a disposizione però stanno cambiando e stanno arrivando i farmaci biologici che sono molto più efficaci di quelli esistenti. Purtroppo, come sempre accade in questi casi, i costi sono molto più alti e i medicinali non sono disponibili liberamente in farmacia; è possibile averli per terapie mirate dopo un attenta valutazione specialistica».

A fronte di terapie già collaudate ma con effetti collaterali non trascurabili e con un costo che varia dai 500 ai 2500 euro, i farmaci biologici costano quattro volte tanto e anche di più, con vantaggi molto superiori quanto a risultati e a contraccolpi molto minori per il resto dell’organismo.

Quali sono i fattori scatenanti? È questo il punto focale della ricerca Si va dai sostenitori dell’origine genetica a quelli che mettono sotto osservazione gli eventi che innescano una reazione a catena nell’organismo. Intolleranza a certi farmaci, stress emotivi, conseguenze dovute a interventi chirurgici possono fare da miccia a un abbassamento delle difese e aprire il varco alla desquamazione della pelle e alle placche. Le zone più soggette sono quelle legate agli sfregamenti ma anche le mucose.

Una strada molto interessante, molto esplorata a Modena e ormai diventata verità accettata in campo medico, è quella legata al metabolismo.

Infiammazioni, ipertensione, diabete e colesterolo sono le quattro ruote su cui la psoriasi viaggia veloce. «Abbiamo verificato che anche una piccola dieta, una riduzione di ttre, quattro chili e moto fisico tre volte a settimana riducono di molto la gravità della malattia» sottolinea Conti.

E i tumori cutanei? A Modena vengono affrontati più di 2.000 casi all’anno e in buona parte non si hanno esiti letali. «I tumori alla pelle sono quelli più frequenti spiega la professoressa Cristina Magnoni, responsabile della Chirurgia Dermatologica - Anche in Italia sono la prima causa di tumore e gli uomini sono i più colpiti». Le donne seguono a poca distanza, con numeri che viaggiano attorno ai 70-80 mila nuovi casi all’anno in tutta Italia.

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