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Avis, premiati i volontari «Ora pensiamo all’estate»

di Martina Stocco
Avis, premiati i volontari «Ora pensiamo all’estate»

È il periodo in cui si registra un calo delle donazioni che mette in crisi la Sanità «Tanti giovani tra i soci, ma i viaggi all’estero fermano per mesi il loro contributo»

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Erano in settecento, ieri mattina al Palazzo dei Musei, i donatori del sangue modenesi riuniti per la tradizionale premiazione. Sono stati insigniti con tre distintivi: rame, argento e argento dorato. Tre materiali per tre differenti numeri di donazioni: rispettivamente sei, dodici e ventiquattro donazioni.

Una lunga tradizione quella della città di Modena per le donazioni di sangue che continua ad esser portata avanti dalle nuove generazioni.

«Sono tantissimi i giovani che donano - ha spiegato Maurizio Pirazzoli, presidente Avis provinciale - basta guardare la platea di persone presenti questa mattina. Tuttavia, donano con meno frequenza rispetto agli adulti perché hanno uno stile di vita più movimentato. In particolare viaggiando e visitando Paesi al rientro dai quali il ministro della Salute prevede un blocco delle donazioni per vari mesi».

A livello comunale, i dati dello scorso anno (6mila donatori) presentano una controtendenza, una diminuzione dei soci effettivi. Come mai?

«Rispetto agli anni precedenti - ha risposto Livio Bonomi, presidente Avis comunale - abbiamo registrato, nel 2015, un lieve calo dei donatori perché abbiamo ripulito l'archivio. Abbiamo tenuto in considerazione solo le persone che donano con frequenza. I volontari che non donavano da due anni non sono stati conteggiati, così da avere dei numeri più reali».

Settecento nuovi donatori, registra l'Avis comunale, per quest'anno.

«Tuttavia - ha ricordato Bonomi - non bastano, perché attualmente non c'è una frequenza a donare come in passato. Prima si tendeva a fare 3-4 donazioni all'anno, mentre adesso sono meno. Per questo motivo abbiamo sempre bisogno di sangue».

Il periodo estivo sembra essere quello più critico per le donazioni.

«Si - ha confermato il presidente comunale dell’Avis - facciamo delle campagne per sensibilizzare i volontari su questa tematica. Diciamo loro di donare prima di andare in vacanza. Ma, tutti gli anni, si arriva al mese ad agosto col picco minimo di donazione. È capitato di avere reparti ospedalieri costretti a posticipare gli interventi programmati per mancanza di sangue».

Serve una sensibilizzazione che parta dalle scuole di Modena.

«Tutti gli anni - ha precisato Bonomi - organizziamo circa trenta conferenze nelle scuole superiori. Gli studenti maggiorenni contattati sono duemila. Tra questi abbiamo, come media annuale, cinquecento adesioni».

In provincia, invece, i numeri dei donatori rimangono costanti con quelli degli anni precedenti.

«Trentamila donatori - ha specificato Pirazzoli - per 53mila donazioni. In ogni Comune c'è una sede Avis e proprio per la capillarità sul territorio i numeri dei donatori sono importanti. È questa la nostra forza».

Fare volontariato all'Avis non significa solo donare il sangue, a dispetto dell’acronimo (Associazione volontari italiani del sangue).

«Tra i trentamila donatori - ha concluso il presidente provinciale - mille persone prestano anche il loro tempo per svolgere le mansioni di cui necessitano le strutture Avis».

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