«Io astronauta vi spiego la matematica»
Ravarino. Guidoni, primo europeo sullo Shuttle, ha tenuto una lezione sulla sua importanza
RAVARINO. Per raccontare la matematica in modo divertente e originale ci pensa la rassegna “Non Temiamo la matematica”, giunta alla quinta edizione che ha preso il via venerdì scorso e che andrà avanti fino al 2 aprile presso il cinema Arcadia, organizzata dal Comune. L’iniziativa, attraverso ospiti illustri, laboratori e conferenze, ha come obiettivo quello di spiegare in modo semplice questa disciplina. Ad inaugurare la rassegna è stato Umberto Guidoni, astrofisico e astronauta conosciuto in tutto il mondo per essere stato il primo europeo a salire a bordo, nel 2001, della stazione spaziale internazionale. Un'esperienza che Guidoni ha raccontato al pubblico presente nel suo intervento “Dagli spazi matematici agli spazi siderali” dove hanno preso parte anche tanti bambini e ragazzi che sono rimasti davvero affascinati dal racconto dell'astronauta. Guidoni ha iniziato citando colui che nel lontano 1600 aveva iniziato a fare i primi passi nell'astronomia, ovvero Galileo Galilei per poi approdare alla Terra e all'orbita intorno ad essa che è stata compiuta da lui e altri cinque astronauti nella missione della stazione internazionale, durata dieci giorni. La vita all'interno dello Shuttle però è stata uno degli argomenti che ha suscitato maggiore interesse fra i presenti. Dalle domande sul cibo e su come si nutrivano, all'assenza di peso all'interno dello Shuttle, a come dormivano e anche come si svolgevano le loro giornate. «La vita nello Shuttle era scandita da momenti di ricerca e lavoro - ha raccontato Guidoni - ad altri dove ti incantavi davanti alla visione del nostre pianeta come non l'avevi mai visto, una visione fantastica». Guidoni ha definito la Terra il pianeta azzurro, tra cielo e mare, un panorama indescrivibile ma bellissimo, come anche tutta l'esperienza del viaggio spaziale, un sogno che ha sempre portato con sé: «Fin da quando ero ragazzo mi piaceva lo spazio, forse è un retaggio della mia generazione, cresciuta con lo sbarco sulla Luna. Poi mi sono laureato e sono diventato astrofisico e da lì ho intrapreso vari studi e collaborazioni internazionali che mi hanno portato alla missione della stazione internazionale». Guidoni ha dato anche preziosi consigli ai giovani che vogliono intraprendere questo mestiere: «Come tutti i mestieri ci vuole esperienza e bisogna saper fare bene il proprio lavoro, si viene scelti in base a questo, non importa che sia astrofisico o ingegnere ma bisogna avere competenze nel proprio campo. Una delle domande più frequenti che mi vengono fatte è “Perché le missioni spaziali?” io tutte le volte rispondo perché è importante per il nostro futuro, la stazione internazionale è in orbita da 15 anni e anche se non ci sono state delle scoperte epocali, siamo diventati più efficienti e si fanno sempre passi in avanti».
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