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Quel “ritratto” di Muzzarelli che sta facendo il giro del web

Quel “ritratto” di Muzzarelli che sta facendo il giro del web

Che tra Antonio Montanini, già candidato a sindaco e ora capogruppo in consiglio comunale di CambiaModena, e Gian Carlo Muzzarelli non scorrano fiumi di simpatia è noto. Basta partecipare a una...

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Che tra Antonio Montanini, già candidato a sindaco e ora capogruppo in consiglio comunale di CambiaModena, e Gian Carlo Muzzarelli non scorrano fiumi di simpatia è noto. Basta partecipare a una qualsiasi seduta del consiglio, come l’ultima di giovedì ad esempio. Da qualche giorno questo rapporto difficile è diventato di dominio pubblico complice un articolato “post” di Antonio Montanini pubblicato sul web in risposta ad alcune considerazioni di Giovanni Finali, esponente dell’associazione Amici di S. Agostino. Un ritratto a tutto tondo del sindaco che di condivisione in condivisione sta facendo il giro del web. Montanini non risparmia nulla al sindaco. Ecco alcuni passaggi significativi.

«Giancarlo Muzzarelli lo conosco da oltre 30 anni e per quanto mi riguarda, non è certamente mai stato un carattere affabile. - scrive Montanini - Penso che chi rappresenta le Istituzioni, non possa lasciarsi andare ad aspetti “caratteriali”. Sicuramente la sua candidatura è stata una soluzione di “ripiego” voluta da una parte del Pd al fine di contrastare l’ascesa da quella "incontrolalbile" renziana Francesca Maletti. Le ambizioni del Muzzarelli erano ben altre. Si sentiva il candidato naturale alla Regione per il dopo Errani. In Regione poteva amministrare centinaia di milioni di euro e quindi, gestire potere. Penso che dal suo punto di vista, fare il Sindaco oggi, per certi versi, possa essere frustrante. Oggi un Sindaco deve accettare di essere costantemente sotto esame da parte dei cittadini, compreso quelli che lo hanno votato». E prosegue: «Pur di vincere le primarie del Pd e le Amministrative, dovette fare tante promesse. Ora far quadrare i Bilanci e mantenere tali promesse, per lui è diventata una missione alquanto impossibile. A tutto questo aggiungiamo che per poter dimostrare di essere forte e autorevole si è costruito una Giunta di “brave persone”, ma, con qualche eccezione, Politicamente deboli».

E sul consiglio: « Non essendo lui di Modena, non ha una relazione diretta o consolidata con i consiglieri, questi, in parte fanno riferimento all’area Malettiana, in parte a quella di Trande e alcuni sono liberi. Ogni elemento, anche flebile, di controllo o critica sul suo operato da parte dei consiglieri di maggioranza lo interpreta come un tradimento personale» E ancora «per la prima volta in consiglio ci sono più Minoranze molto attive e con una forte caratterizzazione “civica”. (...) Non trova così gli appigli ideologici per sfogare quel risentimento, quella rabbia e quella frustrazione che alberga in sé. Degli oltre dieci candidati a Sindaco, fui l’unico in campagna elettorale a sollevare una questione etica di chi si proponeva a guidare la città, ovvero, la questione dei soldi spesi da Muzzarelli per l’Auto Blu. Ne ho poi dovuto pagare le conseguenze. Verso di me nutre il massimo del risentimento, al punto che non mi ha mai più rivolto il saluto. Con questo modo di fare, aggressivo e arrogante, di fatto sta cercando di creare un clima di intimidazione e sudditanza da parte del consiglio. In conclusione, divido le persone con ruoli dirigenziali in due: quelli che sono veri leader, soggetti con carisma ai quali gli viene riconosciuta autorevolezza e quelli arrivisti che non avendo carisma, cercano di ottenere l’autorevolezza con l’autoritarismo. A voi collocare Muzzarelli».

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