In 3mila per l’addio a Tigei tra fiori, musica e applausi
Cerimonia iniziata nella microarea: lancio di palloncini, nessun blocco del traffico La comunità sinti ha portato la bara sfilando tra due ali di corone sino al cimitero
MODENA«Ti abbiamo amato e ti ameremo sempre». Sotto alla grande coppa che ricorda quella dei campioni, collocata davanti alla bara, la targa riporta quella scritta, voluta dalla famiglia.
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Il prete, venuto da Reggio, l’ha letta forte in chiesa e ha ricordato alla folla di presenti che quello che si stava celebrando non era un addio a Tigei Della Santina, ma una festa. «Una festa dal doppio valore: nel nome della fede e nel nome dell’amore. Solo l’amore lenisce ogni dolore» ha detto il don davanti alla bara collocata vicino all’altare della chiesa di Cittanova. E accanto a quel rettangolo coperto dai fiori, con la coppa trofeo, con le maglie di calcio, il cerchio stretto formato dai famigliari, papà, mamma, la moglie, le figlie piccole e dai perenti più stretti Quasi tutti con la maglietta bianca con la foto di Tigei Della Santina e la scritta “nato campione” e il 10, il TJ sulla schiena.
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E alla “festa”, come ha detto il religioso, ieri non è voluto mancare nessuno della comunità sinti. Sono venuti da da ogni dove, anche da molto lontano, chi con bimbi piccoli in braccio, chi anziano, chi con l’auto lasciata lontano nei campi: una folla di almeno tremila persone, si è stretta al dolore della famiglia per la perdita così inspiegabile del loro figlio trentenne, precipitato dal cavalcavia dell’A1.
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Erano giorni che la microarea ai piedi del cavalcavia della Scam, vedeva la processione di gente che si recava per rendere omaggio ai Della Santina. All’interno, tra i vari prefabbricati, era stata allestita una tensostruttura dove c’era la bara bianca del calciatore, in forza allo Zocca dopo aver giocato in parecchie formazioni dilettantistiche del nostro territorio. Ieri mattina la tenda era continuamente piena, con centinaia di amici e parenti: in tanti sono arrivati, hanno abbracciato, stretto le mani, versato qualche lacrima per poi andare a Cittanova, dove già erano state collocate le decine di corone di fiori che avevano ricoperto il piazzale della chiesa. E mentre alcuni se ne andavano a Cittanova, altri arrivavano, un ciclo continuo.
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Il traffico ha subìto qualche fisiologico rallentamento, nelle vicinanze del cavalcavia e nella rotonda, ma mai un blocco o uno stop durato molto a lungo. La soluzione di spostare la cerimonia a Cittanova si è rivelata del tutto efficace. La lunga Maserati coperta di fiori, la bara caricata in spalla e collocata tra gli applausi nella vettura, il lancio di palloncini bianchi e azzurri, la banda di Noceto di Parma che intona canzoni non tristi, come “Rose rosse”: il corteo alle 14.30, in perfetto orario, è partito dalla microarea. Gli ultimi presenti sono stati fatti passare lungo la complanare, i parenti stretti invece hanno seguito il carro funebre lungo la tangenziale. E alle 15 la messa nella chiesa, mentre fuori c’è un mare di persone, di giovani, di famiglie, tre le corone di fiori.
Sia all’entrata in chiesa che all’uscita la bara è stata alzata in alto, per la “preghiera” degli applausi poi, finita la messa, il corteo, imponente, silenzioso e ad intervalli interrotto dalle note della banda, si è incamminato sulla strada che dalla chiesa porta al cimitero. Le corone di fiori sono state portate a mano sui lati della strada, a creare due filari di fiori. Quando la banda ha intonato il brano di Bocelli “Con te partirò”, sono stati presi i fiori di parecchie corone per creare un tappeto di petali che ha coperto l’ultimo tratto prima del camposanto.
Un applauso forte, tanti abbracci: i tremila per Tigei Della Santina sono una grande famiglia, compresi pure i ragazzi dello Zocca e del Saliceta che hanno seguito tutta la cerimonia. Poi tutti a casa, raduno finito anche per polizia, stradale, carabinieri e municipale.
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