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L’antenna della discordia a Modena: la petizione a gonfie vele

L’antenna della discordia a Modena: la petizione a gonfie vele

Verso quota 500 firme per la rimozione dell’impianto al Villaggio Giardino a Modena. L’assessore Guerzoni: «È tutto regolare». I residenti: «Nessuno ci ha coinvolto»

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MODENA Dal sindaco Pighi al sindaco Muzzarelli... Chi tocca il Villaggio Giardino rischia di rimanere invischiato in polemiche durissime. Accadde con le famose case sulla falda di via Cannizzaro, bloccate. Rischia di accadere per l’antennone alzato ad “irradiare” tre complessi scolastici al Villaggio Giardino. Senza che i residenti ne fossero al corrente, non per presa visione all’albo pretorio, ma per coinvolgimento in percorsi partecipati, dei quali l’amministrazione comunale si fa spesso vanto di avviare su tutto.... È proprio questa mancata condivisione di una decisione, che se resa nota sarebbe stata molto probabilmente bocciata, viene accusata l’amministrazione. A poco servono le parole legate all’assoluta regolarità delle procedure, diramate con la puntuale e puntigliosa “velina” del Comune con le dichiarazioni dell’assessore competente Giulio Guerzoni. I cittadini si sentono presi in giro.

IL RIPETITORE Ma andiamo con ordine il caso è esploso nel fine settimana quando una maxi gru ha installato un maxi ripetitore telefonico in via Scaglia ovest, nell’area della polisportiva Invicta. I cittadini preoccupati dal fatto che tale ripetitore irradia onde elettromagnetiche nel circondario e in particolare sulle scuole, sono insorti. Soprattutto per il fatto di non essere stati coinvolti nelle procedure di concessione.

Il Comune da parte sua fa sapere che l’impianto ha ottenuto da Arpa e Ausl le autorizzazioni ambientali necessarie a tutela della sicurezza dei cittadini. Sostiene il Comune: «La valutazione sull’impatto elettromagnetico eseguita da Arpae ha verificato il pieno rispetto dei limiti di legge in corrispondenza di tutti gli edifici (cosiddetti “ricettori”) nel raggio di 200 metri dall’impianto». Concetti spiegati ai promotori della petizione che in un paio di giorni sta veleggiando verso le 500 firme dall’assessore all’Ambiente Giulio Guerzoni durante il sopralluogo effettuato ieri, insieme a due residenti del quartiere, alla vicepreside dell’Istituto comprensivo 2 Serena Prati e alla presidente del Quartiere 4 Cristina Cavani, con l’obiettivo di ascoltare le osservazioni dei cittadini e di chiarire il procedimento che ha portato all’installazione dell’antenna.

Incontro nel corso del quale Guerzoni oltre a spiegare che è tutto regolare, non ha adombrato ipotesi di revoca della concessione, piuttosto si è impegnato a misurazioni periodiche di Arpae.

IL COMUNE Il Comune ricorda poi che l’impianto di Vodafone sorge su un terreno dato in diritto di superficie alla polisportiva Invicta. Quindi era la polisportiva a dover accettare o meno l’offerta (economica) per ospitare l’impianto. Quanto all’informazione, con burocratica precisione, la velina del Comune ricorda che «il progetto dell’impianto è stato pubblicato, come prevede la normativa, sull’Albo pretorio on-line del Comune per 45 giorni, al fine di consentire ai cittadini di esprimere osservazioni in merito. etc etc... Spiegazioni che non placano la voglia di battaglia dei residenti. «Nessuno ha parlato di irregolarità. Ma un buon governante dovrebbe avere un buon senso che va al di là del notarile rispetto delle norme. - commenta Matteo Odorici - Si dovrebbe interrogare sull’opportunità o meno di dare l’ok,a un impianto che a Formigine i cittadini, la sì coinvolti, hanno bloccato. Qui, niente percorso partecipato ma siamo rimproverati per non aver consultato gli albi pretori. Anche in quartiere. Peccato che nel quartiere quella comunicazione non sia mai arrivata. Noi siamo fiduciosi sul felice esito della nostra battaglia e le firme che crescono di minuto in minuto ci incoraggiano».

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