Muzzarelli e le riforme “lite” con il sottosegretario
Il presidente della Provincia contesta al rappresentante del governo Rughetti le decisioni su Partecipate e dirigenti. E Bonaccini lo striglia sulle mancate fusioni
«Una cavolata pazzesca». È l’accusa rivolta da Gian Carlo Muzzarelli a Angelo Rughetti. Il sottosegretario per la semplificazione e la pubblica amministrazione era con lui ospite a Palazzo Europa per un convegno sulla riforma del sistema pubblico istituzionale.
«Facciamo i compitini che Roma vuole - ha attaccato il sindaco - e non deve passare l’idea che a Roma sono fenomeni e a Modena siamo coglioni. Rivendichiamo un po’ di sana autonomia, almeno per rispondere alle esigenze dei cittadini». Cosa ha criticato? I punti della riforma che riguardano le società partecipate e i dirigenti della pubblica amministrazione. «Sulle partecipate l’impressione - ha rimarcato Muzzarelli - è che si proceda un po’ all’ingrosso. Pensate alle imprese che non servono e che sono in passivo! Non andate a rompere le scatole a quelle in attivo per conto del Comune!». L’esempio fatto da Muzzarelli è la società di trasformazione urbana (Stu) CambiaMo. «È bello lo slogan che serve ridurre - ha ripreso Muzzarelli - ma probabilmente ce ne sono settemila che sono indebitate, incasinate. Se un Comune ha un bilancio in regola, con due o tre società che sono il braccio operativo, che fastidio danno? Guardate quelle che sono in debito!». «L’Italia purtroppo non è tutta Modena», ha replicato Rughetti. «Ci sono 3.035 società con dipendenti inferiori di numero ai componenti dei consigli di amministrazione - ha sostenuto l’ospite - e mille società senza dipendenti. Nel 2015 l’Italia ha perso 1,2 miliardi di euro con le partecipate». Il secondo punto o, meglio, il «paradosso» (Muzzarelli dixit) riguarda i dirigenti della pubblica amministrazione.
«Possiamo riassumere il 25% di coloro che vanno in pensione - ha ripreso il sindaco - e sono 118 alla fine dell’anno. In questi anni sono calate circa 330 persone della pubblica amministrazione; non sono 330 dipendenti perché sono stati fatti appalti esterni. In tutto sono calati di 148 unità. Tuttavia, ci sono servizi che non possiamo fare mancare. Oggi in Giunta faremo una riflessione sui servizi per ragionare come fare». C’è di più. «Mi ha fatto incavolare - ha ribadito Muzzarelli - il punto per cui, se va in pensione il ragioniere-capo, il sindaco deve scegliere da una rosa nazionale di nomi. Questi non devono essere proprio ragionieri, ma della pubblica amministrazione e con una visione d’insieme. Capiamoci: se ho bisogno di un ragioniere-capo, ho bisogno proprio di un ragioniere capo». «Potrà rivolgersi al mondo della dirigenza pubblica - ha assicurato Rughetti - in cui ci sarà una commissione che manderà tre, cinque, dieci nomi con una valutazione. È normale cercare prima di tutto nella pianta organica della Repubblica». Come presidente della Provincia, Muzzarelli ha denunciato che «mancano dieci milioni di euro e non abbiamo neanche le risorse per la manutenzione ordinaria delle strade».
Nessuna risposta certa ancora per l’Area Vasta. Stefano Bonaccini, presidente della Regione, ha strigliato il nostro territorio per le fusioni tra Comuni. «Modena ancora non ne ha fatte - ha riconosciuto Bonaccini - anche se alcuni ci stanno pensando. Mi auguro che in pochi anni, almeno in questa legislatura, qualcuno abbia il coraggio di farle». Vincolare l’esito del referendum sulla riforma costituzionale alle sorti del governo? «Giusto» per Rughetti.
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