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Difende l’amica, è massacrato

Difende l’amica, è massacrato

Fratture e traumi al volto per un giovane malmenato fuori da un locale da un 40enne poi arrestato

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Lo scopo era nobile, difendere l’amica dalle avances sempre più fastidiose e moleste di quell’energumeno che non voleva mollare la sua preda. L’effetto del suo intervento però è stato devastante, non per il molestatore ma proprio per lui: si è trovato zigomo e setto nasale fracassati, botte e ancora botte al viso che gli hanno provocato profondi traumi e poi una lunga serie di altre ecchimosi, escoriazioni, lividi e lussazioni, per uno “score” di sessanta giorni prognosi. E proprio dopo una sessantina di giorni, l’autore del pestaggio è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, guida in stato di ebbrezza e senza patente

Tutto ha inizio alla vigilia di capodanno, all’esterno del locale Frozen in via Argiolas, nel parcheggio, verso le 4.30 del mattino.

Protagonista dunque un quarantenne di origine cubana, di grande stazza fisica che aveva rivolto le sue attenzioni su una ragazza. Poi, come detto, l’intervento del paladino, un 32enne modenese, che è stato picchiato e ripicchiato e lasciato per terra sanguinante e dolorante. Il cubano si è poi allontanato in auto, sul posto dell’aggressione sono arrivati i soccorsi e i carabinieri che hanno ascoltato le testimonianze dei presenti che però non conoscevano le generalità dello straniero. I militari comunque già una idea se l’erano fatta e così hanno effettuato alcuni controlli in giro, nei locali ancora aperti a quell’ira. In breve il 40enne è stato rintracciato: i militari gli si sono avvicinati e il focoso cubano ha reagito, ha preso a male parole i militari soprattutto quando l’hanno sottoposto all’alcol test, prova che ha evidenziato il suo stato d’ebbrezza, avendo un tasso dell’1,70, quasi tre volte e mezzo quello consentito. Già a questo controllo scattò nei confronti del quarantenne una denuncia.

I carabinieri in seguito hanno cercato e trovato altre prove a carico del cubano, anche quella del riconoscimento fotografico da parte di presenti e della vittima, arrivando a fare scattare la manette.

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