I bus sono di moda Passeggeri: + 5,2%
L’incremento maggiore sul servizio extraurbano con +6,8 Nuovo software di calcolo su treni e bus in tutta la regione
Sorpresa, i passeggeri di Seta aumentano.
Anzi, esplodono addirittura, visto che tra il 2012 e il 2014 sono venuti a mancare all’appello mezzo milione di passeggeri sul numero totale dei viaggiatori in un anno.
A fornire i dati è AMo (Agenzia per la Mobilità) che è l’ente di indirizzo che guida la gestione delle linee e dei trasporti a livello locale. Ma come si è arrivati a questo boom di incassi sui biglietti e le tessere? E in così breve tempo?
AMo non si sbilancia e si limita a indicare con orgoglio le cifre fornite e che sottoscrive senza riserve. «Registriamo un’inversione di tendenza nel trasporto pubblico modenese - dice una nota Amo - Dopo una fase di leggera contrazione, le convalide nel 2015 sono nuovamente cresciute, con un + 5% rispetto al 2014. Il totale annuo torna così a salire fino a 13 milioni e 600 mila viaggiatori, dopo essersi attestato, negli anni passati, intorno ai 13 milioni». Un’approssimazione quest’ultima che vale per il passato anche perchè le oscillazioni sono sensibili.
Prendendo come base di partenza il 2012 con 13 milioni e 427.489 passeggeri, si passa nel 2014 a 12 milioni e 939.746 per tornare a 13 milioni e 607.486. La differenza nel triennio quindi è di 179.997 biglietti timbrati che però, in un solo anno, s’impennano sino a segnare un + 667.740 passeggeri in più su autobus e corriere.
Sono queste ultime in particolare a registrare il maggior incremento di viaggiatori: il servizio extraurbano incassa da solo 650 mila utenti in più.
Per quanto riguarda il servizio urbano note liete da Modena che come detto tocca un + 5%. Meglio ha fatto solo Carpi con + 7%. Quanto al calo per Sassuolo, per cui non vengono forniti numeri, la colpa viene addossata al tragitto allungato per colpa del cantiere del centro commerciale Esselunga.
Ma come sono stati raccolti questi dati? Con un software sperimentato per anni a Modena, oggi si chiama Stimer, e che ha creato in passato molte proteste degli utenti. Il passaggio è epocale: dall’epoca in cui ogni consorzio trasporti dichiarava i suoi numeri, e poi si presentava alle casse della Regione per ricevere in contributi del Piano Trasporti in base a passeggeri e chilometri, ora c’è un sistema unificato che vale da Piacenza a Rimini.
Niente più fascia magnetica ma microchip e registrazione puntuale dei viaggi unita alla possibilità di usare la stessa tessera su tutti i mezzi della Regione, ferrovie comprese. Una sorta di borsellino elettronico dei trasporti che non lascia spazio agli equivoci.
Saverio Cioce
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