«I maxifilobus chiudono i garages»
In via Gramsci la protesta è ormai arrivata a livelli di guardia contro i mezzi di Seta e i primi a farne le spese sono gli autisti. La ragione? Quella segnalata alla direzione sin dal primo giorno...
In via Gramsci la protesta è ormai arrivata a livelli di guardia contro i mezzi di Seta e i primi a farne le spese sono gli autisti.
La ragione? Quella segnalata alla direzione sin dal primo giorno in cui sono scattati i nuovi percorsi e che hanno creato in fondo a via Gramsci, là dove si fermano i super-tram lunghi 18 metri, un ingorgo ogniqualvolta i due mezzi devono darsi il cambio.
«Siamo prigionieri in casa nostra - protesta uno dei residenti degli ultimi palazzi - Io non posso uscire dal garage semplicemente perchè non c’è spazio per fare manovra. Come faccio? Devo litigare ogni volta con i guidatori? Ma loro non c’entrano perchè hanno orari e percorsi da rispettare, sono legati a cavi aerei della rete elettrica».
Ecco, è questo il nodo. I percorsi dei superfilobus sono legati agli impianti dei cavi che come una ragnatela d’acciaio corrono nelle due corsie di marcia della strada. Ma via Gramsci non ha sbocco, è chiusa; arrivati in fondo all’arteria i mezzi si trovano in difficoltà a fare manovra per fare l’inversione a “U”. Insomma, c’è spazio solo per un mezzo per volta e quando nelle ore di punta, attorno alle 14 o di sera verso cena, c’è il maggiore afflusso di mezzi con la frequenza dei passaggi potenziata, ecco l’intasamento è assicurato.
«Abbiamo segnalato subito i problemi - commenta il segretario Faisa Cisal, Giuseppe Rendace - ma non ci hanno neanche risposto». (s.c.)
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