I “Siti Unesco” raccolti in una app
Ma Modena è dimenticata da “Mumble”, applicazione dedicata alle città d’arte
Da oggi Piazza Grande, il Duomo e la Ghirlandina si possono visitare con un'app.
È il primo atto del protocollo d'intesa firmato ieri a Bologna tra Regione e Comitato giovani Unesco che favorisce la valorizzazione dei luoghi emiliano-romagnoli annoverati nella lista dell'organizzazione internazionale. E Modena in quella lista è presente già dal 1997, insieme a Ferrara e Ravenna, come una delle tre città d'arte bandiera dell'Emilia Romagna nel mondo. L'applicazione si chiama “Siti Unesco in Emilia-Romagna-Maps4You” è stata messa a punto dalla Regione con l'architetto Gilda Giancipoli e consente di visualizzare tutti i luoghi Unesco emiliano-romagnoli, censiti e georeferenziati. Attraverso la navigazione cartografica, infatti, si possono individuare le aree d'interesse. Si possono ingrandire queste zone in modo da accedere a schede e video descrittivi sui singoli monumenti, ottenere indicazioni stradali per raggiungerli e scoprire gli eventi in programma. È anche possibile ottenere collegamenti ai relativi siti web.
Accanto alle tre città d'arte la cartina visualizzata attraverso l'App mostra la biblioteca Malatesta Novello di Cesena e le città di Bologna e Parma riconosciute nel 2015 come città creative. Infine l'Appennino tosco-emiliano e l'area del delta del fiume Po, anch'essi dallo scorso anno protetti dall'Unesco questa volta attraverso il programma Mab (Man and Biosphere). Così per il turista sempre meno sedentario e più interessato a viaggi itineranti, ma anche per i residenti è possibile trovare in una sola App i tesori della nostra regione.
E il turismo, che nel 2015 ha premiato l'Emilia Romagna con 1,6 milioni di presenze in più, come ha ricordato il presidente della Regione Stafano Bonaccini, sarà al centro di una nuova legge regionale. Un settore quello del turismo che «consideriamo strategico per la crescita e la ricchezza del territorio», ha spiegato Bonaccini. Dunque il protocollo firmato ieri va in questa direzione. Infatti contribuirà alla valorizzazione del patrimonio Unesco attraverso una serie di iniziative culturali e scientifiche sulla base di un programma annuale, presto disponibile sul sito www.unescogiovani.it, sui canali social del Comitato giovani dell'organizzazione internazionale, e sull'app “Mobile Young Unesco”. Uno strumento quest'ultimo che consente di ricevere notizie sull'operato del gruppo di giovani e che è stato messo a punto dalla start-up modenese Mumble. Nata nel 2013 da un'idea di Mattia Farina, ingegnere gestionale di 27 anni, Mumble è una piccola impresa che oggi può contare sul supporto tecnico di un importante gestore di telefonia mobile. Farina e i suoi colleghi, inoltre, hanno già creato una serie di guide virtuali delle città d'arte italiane e collaborano con diverse realtà museali per renderne il patrimonio più accessibile. Progetti che almeno per il momento escludono Modena, ma che potrebbero presto approdare sotto la Ghirlandina
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