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Modena

REPLICA DEL COTAMO alLA MADRE DELLA RAGAZZA RAPINATA

«Il taxi era vicino a casa C’è il video che lo prova»

«Il taxi era vicino a casa C’è il video che lo prova»

«Vorrei però portare qualche fatto concreto per fare capire che le cose non sono andate come le ha descritte la madre della ragazza rapinata in via del Carmine alle tre di notte». parla Altonio...

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«Vorrei però portare qualche fatto concreto per fare capire che le cose non sono andate come le ha descritte la madre della ragazza rapinata in via del Carmine alle tre di notte». parla Altonio Altiero, presidente del Cotamo, il consorzio radiotaxi di Modena

«I taxisti di Modena e del consorzio Cotamo hanno ben presente cosa significano sicurezza e mobilità delle donne - spiega Altieri - e tutte sere quando accompagnano donne a destinazione ci fermiamo il più vicino alla casa delle clienti e di norma aspettiamo di vederle entrare in casa».

In questo caso il Cotamo ha convocato padre, madre e ragazza per fare vedere il video della corsa. «Possiamo farlo perché adesso ogni taxi ha una telecamera che mostra il percorso sia interno che esterno di ogni singola corsa. In questo video si vede che il collega ha correttamente fatto salire la ragazza minore allo Snoopy, si è portato in via Emilia Centro, è arrivato in corso Canalgrande, ha girato in piazzale boschetti. Poi dal video si vede che ha percorso tutto via Del Carmine fino in fondo. Ma la cliente non ha fornito il numero civico. Il collega le ha chiesto dove fermarsi. Lei ha detto solo: "Va bene qua". Così si è fermato. Ma non a 50 metri: la casa era a 3-4 metri dal taxi».

Altieri parla sicuro: «In via Del Carmine non si vede nessuna persona neanche davanti alla chiesa. La situazione pareva quindi tranquilla e nulla faceva prevedere pericolo per la ragazza. Quando la ragazza è scesa dopo aver pagato, aveva la borsa aperta cercando le chiavi. Il taxista è partito con calma. Ha guardato nello specchietto di destra e non l'ha più vista. Dava per assodato che la ragazza avesse aperto il portone di casa e fosse entrata. Quindi, rispetto a quanto detto, le cose sono andate diversamente. Forse l'idea che il taxi si sia fermato nella piazza è nata dal fatto che la madre non conosce bene le strade».

«Quanto la cellulare scomparso, era caduto sul sedile. Durante il ritorno, il taxista sente suonare il telefono, guarda in giro e lo recupera. Cerca di rispondere ma nel farlo si spegne e non riesce e a rispondere. Il giorno dopo il taxista ha portato il telefono in centrale chiedendo al tecnico se poteva risalire al proprietario e durante queste operazioni nella custodia è comparso il documento della ragazza. Abbiamo convocato la famiglia e consegnato telefonino».

«In quell'occasione abbiamo espresso solidarietà. Lo dico perché è così. Noi ci assicuriamo che tutte le donne sole, soprattutto se minorenni, non siano lasciate sole in strada. In questo caso nulla sembrava trasparire pericolo. Tutto l'hanno ci occupiamo di persone h24, sono esseri umani e non merci, e le attenzioni le abbiamo soprattutto di notte per quanto comporta la sicurezza. Lo stesso Comune ci chiede di garantire che la cliente entri in casa. Ma noi lo facciamo di norma».

Carlo Gregori

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