Lavoro: calano i controlli, salgono gli illeciti
L’allarme Cgil sui dati dell’Ispettorato: «Caporalato, rami produttivi esternalizzati, boom dei voucher»
Ispettorato del Lavoro, calano i controlli ma crescono le irregolarità e la Cgil non nasconde la propria forte preoccupazione dopo aver esaminato il rapporto annuale del Ministero del Lavoro sull'attività di vigilanza e controllo, svolta nel 2015. Franco Zavatti, della Cgil Modena, coordinatore sicurezza e legalità della Cgil Emilia-Romagna: «Trovano conferma le analisi, le preoccupazioni, le vertenze, le segnalazioni e le denunce che da tempo il sindacato avanza. Infatti continua, purtroppo, un calo addirittura del 7% delle aziende ispezionate, grazie al perdurare di un insensato taglio delle risorse e calo del personale ispettivo, che colpisce servizi pubblici essenziali, quali le Direzioni del lavoro, Inps ed Inail»
«Nonostante perciò la contrazione delle attività ispettive e controllo - spiega Zavatti - al contrario si registra una crescita del cosiddetto “tasso di irregolarità riscontrate", oggi addirittura pari al 66% . Una crescita ulteriore degli illeciti che colpiscono in primis le tutele dei lavoratori e che espandono le modalità di frode fiscale, di evasione contributiva, oltre che reati relativi al mercato criminoso sulla manodopera clandestina e/o caporalato organizzato»
«A tale proposito, purtroppo, l'Emilia Romagna è sul podio nazionale col 3° posto - dopo Campania e Lombardia - per il numero di 186 reati concernenti "lavoratori extracomunitari clandestini gestiti nei settori manifatturiero e tessile”. Dato che registra i ripetuti blitz e interventi congiunti di polizia, Finanza e Direzione del lavoro, specie a Carpi, Ravarino, Bastiglia, Concordia, Camposanto, Soliera, Sassuolo, Castelvetro. «Molto significative, a tale proposito - sottolinea Franco Zavatti - le tre righe che richiamano la contraddizione evidente: crescono le irregolarità, nonostante “l'azzeramento contributivo del 2015 per le assunzioni ed il maggior utilizzo dei voucher”. In realtà è una "esplosione" dei voucher, con l'astronomica cifra dei 2.561.000 distribuiti a Modena e scorciatoia certa per non regolarizzare il lavoro». Infine la Cgil sottolinea le nuove forme di sfruttamento: «Dentro ed a fianco dell'esteso lavoro in nero, si aprono i filoni del moderno caporalato, delle false partite Iva, cosi come del binomio emerso con forza grazie alle recenti battaglie sindacali in Emilia Romagna e nel Modenese (Castelfrigo e non solo) che accoppia le coop spurie-fasulle con le “fittizie esternalizzazioni” di interi rami produttivi in imprese storicamente strutturate dei nostri territori, con “fattispecie illecite di appalto/subappalto o somministrazione abusiva/fraudolenta”. Un esempio quasi incredibile, ma vero ed attuale, praticato in una storica impresa carpigiana, leader nel settore delle carni, che assegna i propri 7 settori produttivi a 7 diverse coop di servizi: diverse anche per etnie, con italiani, asiatici, africani e soprattutto albanesi».
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