«Legalità, ai giovani bisogna insegnarla con ogni mezzo»
«Aemilia è solo il punto di arrivo di una serie di investigazioni e processi che si sono susseguiti nel corso del tempo. In questo processo confluisce una minima parte delle investigazioni». Lo...
«Aemilia è solo il punto di arrivo di una serie di investigazioni e processi che si sono susseguiti nel corso del tempo. In questo processo confluisce una minima parte delle investigazioni».
Lo sostiene Vito Zincani, già sostituto procuratore generale della Repubblica di Bologna, procuratore capo della Repubblica a Modena e attuale presidente dell'organismo di Vigilanza di Cpl Concordia, a margine della presentazione del Centro Studi intitolato a Paolo Borsellino, avvenuta lunedì sera all’auditorium San Rocco, alla presenza della sorella del magistrato, Rita Borsellino. «Quello che stupisce l’opinione pubblica è che il radicamento, in questo territorio, sia avvenuto in modo silente - prosegue Zincani - Questo fatto, però, non stupisce me, perché quando insegnavo Criminologia all’università, avevo condotto ricerca sulle mutazioni genetiche dell’agire mafioso. Da questi studi, emergeva che da un lato c’è la tendenza alla pax mafiosa, l’agire della criminalità organizzata diventa silente. Dall’altro, si può notare una caratteristica molto pericolosa e subdola della mafia: la criminalità organizzata ha un modo di agire proteiforme. Questo significa che ha la capacità di cambiare il proprio Dna a seconda delle situazioni. In Emilia, così, la criminalità non arrivata con le minacce. È venuta offrendo servizi a prezzi stracciati. Non voglio affermare che, in questo, ci sia la complicità del mondo imprenditoriale, ma una sottovalutazione sì. Ed è un braccio mortale quello in cui ci si va a innescare, ripetendosi: “inizio a dare un piccolo appalto tanto sono quattro straccioni”, perché poi, in realtà, non si smette più. Un altro fenomeno che caratterizza il nostro territorio è la finanziarizzazione. A Reggio la città si è espansa vertiginosamente, ma c'è un solo costruttore reggiano. Fenomeno che va indagato, coì come tutto quello che va a disvelare questo meccanismi va studiato in modo capillare» conclude Zincani.
Rita Borsellino ha posto invece l’accento sulla necessità di puntare sui giovani, «i più adatti a sentire il fresco profumo della libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, come diceva mio fratello, Paolo Borsellino e questo centro studi si conferma di vitale importanza in questo senso – ha esordito la sorella del magistrato – tra i tanti progetti che il centro studi metterà insieme ci sarà quello di instillare la conoscenza nei giovani. Lo faremo con svariati mezzi anche consegnando loro dei libri, attraverso una “bibliotecapa”, ovvero una biblioteca che viaggia su un’Apecar, mezzo diffusissimo a Palermo, che lì viene chiamato “apa”». Ieri mattina Rita Borsellino ha incontrato nella sala del Consiglio comunale tutti i dirigenti scolastici carpigiani. L’obiettivo è quello di avviare una concreta collaborazione tra il mondo della scuola e il centro studi Borsellino.
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