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’Ndrangheta, centinaia di testimoni

’Ndrangheta, centinaia di testimoni

Convocati anche il sindaco di Finale e due giocatori della Juventus, ma in tribunale a Reggio manca ancora il personale

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Una lista di 310 persone, tra cui il sindaco di Finale Fernando Ferioli, il recente pentito Giuseppe Giglio, imputato nel rito abbreviato in corso, e l'ex prefetto di Reggio Emilia, ora a Palermo, Antonella Demiro.

Sono i testimoni proposti dall'accusa, i pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi della Dda di Bologna, nel processo di 'Ndrangheta Aemilia: il dibattimento dovrebbe prendere il via a Reggio Emilia il 23 marzo per 147 imputati, quelli che non hanno scelto di patteggiare o il rito abbreviato (scelta quest’ultima di quasi tutti i capi della cosca emiliana).

Nella lista sottoposta al vaglio dei giudici c’è ovviamente il personale di polizia giudiziaria che ha svolto le indagini - anzitutto i carabinieri di Modena, decisivi in questa inchiesta - poi funzionari dell'agenzia delle Entrate e delle Dogane, dell'Arpa, assessori e dirigenti di enti locali, e sei collaboratori di giustizia.

A comporre l’elenco dei testimoni ci sono poi quelli indicati dagli avvocati degli imputati, e quelli indicati dalle parti civili, anche quelle finora mai costituite ma che stanno per farlo, come il Comune di San Felice (dove l’associazione mafiosa operava con i suoi referenti e dove ha sede e ha “operato” l’azienda Bianchini), di Mirandola e di Concordia. Tra i testimoni indicati dalla Regione c’è il presidente Bonaccini, tra quelli indicati dalla provincia di Reggio ci sono i sindaci dei Comuni più “colpiti”, incluso il commissario prefettizio nominato a Brescello dopo le dimissioni del sindaco, artefice anche lui di dichiarazioni imbarazzanti sulla famiglia Grande Aracri.

Tra i testimoni chiamati dalle difese anche i calciatori della Juventus Leonardo Bonucci e Claudio Marchisio. I loro nomi sono tra quelli indicati nella lista depositata da Carlo Taormina, che assiste Vincenzo Iaquinta e il padre Giuseppe, reggiolesi, entrambi imputati.

Intanto il presidente del tribunale di Reggio, il modenese Francesco Maria Caruso, ieri ha lanciato l’allarme: i lavori per preparare l’aula bunker sono “tirati” e soprattutto la promessa di inviare personale a sostegno degli adempimenti burocratici del processo è rimasta lettera morta.

Sul tema è intervenuto ieri il referente regionale dell'associazione antimafia Daniele Borghi che raccoglie le preoccupazioni, ribadite dal presidente del palazzo di giustizia in una intervista alla Gazzetta di Reggio, poichè in assenza di personale l'attività giudiziaria ordinaria potrebbe paralizzarsi. «Si spera nelle istituzioni pubbliche perchè è da loro che il personale deve essere dato - spiega borghi - Io credo negli enti locali a partire dalla Regione che ha investito oltre un milione di euro per garantire lo svolgimento del processo prima a Bologna e poi a Reggio emilia nella struttura del tribunale». Una scelta, sottolinea l'attivista antimafia, «simbolicamente forte, ma è una scelta che costa anche dal punto di vista organizzativo. Io mi auguro quindi che l'obiettivo di fornire nuovo personale venga raggiunto». Per quanto riguarda i Comuni che hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo, ad oggi in tutto 28, mancano all'appello quelli di Parma e Bologna, e Libera li invita a ripensarci.

Infine il processo già in corso, quello con rito abbreviato a Bologna: i tempi si sono allungati e la sentenza del Gup potrebbe arrivare ad aprile, prima comunque della sentenza del tribunale di Reggio, che potrà così tener conto dell’esito di situazioni strettamente collegate a quelle dei 147 imputati rinviati a giudizio. (a.setti)

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