Gazzetta di Modena

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«Parlare di libertà contro solitudine e disagio psichico»

di Laura Solieri
«Parlare di libertà contro solitudine e disagio psichico»

Giorgio Casillo si è avvicinato all’associazione Insieme a Noi di Tilde Arcaleni in pensione: «Qui socializziamo i bisogni»

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«Mi attraeva il concetto di normalità inteso come soglia, ero curioso di capire come essa viene fissata. Oggi, a distanza di dieci anni da quando ho iniziato a collaborare con l’associazione Insieme a Noi, mi pare di poter affermare che si tratti di una soglia arbitraria, di un elemento di discriminazione. Non sono uno di quelli che crede che la malattia mentale non esista ma ritengo anche che le persone non siano la loro malattia, concetto su cui, a mio avviso, occorre lavorare ancora molto, come sul fatto che stiamo parlando di persone spesso invisibili agli occhi della società».

Giorgio Casillo è stato dirigente scolastico e una volta in arrivato alla pensione si è avvicinato al mondo del volontariato: «Non mi ero mai interessato al tema della salute mentale prima di conoscere Insieme a Noi, dove in particolare mi occupo della redazione di “Insieme a Voi”, giornale fatto dai ragazzi che frequentano l’associazione, utenti dei servizi di salute mentale di varia scolarità, provenienza geografica, età».

Accanto a Giorgio c’è Tilde Arcaleni, fondatrice di questa associazione che offre possibilità di incontro e socializzazione alle persone con disagio psichico, ai loro familiari ed amici, aiutandoli ad uscire dall'isolamento e a vincere la solitudine.

Per Tilde, l’aspetto più gratificante di questo tipo di volontariato è il rapporto diretto con le persone, il confronto, la condivisione di esperienze ed attività.

«Ho adottato un figlio con problemi comportamentali - racconta Tilde - e ho sentito il bisogno di confrontarmi con altre realtà simili alla mia e così, nel 1994, è partita questa avventura. Quando vengono nuovi volontari in associazione, vedendo il nostro gruppo al lavoro, mi chiedono spesso: quali sono gli utenti e quali i volontari? La risposta è semplice: non si vede “chi è chi”. Fare cose insieme, in collaborazione con tante realtà diverse, dal laboratorio di cucina a quello di falegnameria, cucito, orticoltura, musica, allenta ogni tipo di timore e diffidenza, aiuta a conoscersi e a entrare in contatto con tanti mondi, sperimentando le proprie capacità».

Sul giornale, i ragazzi sviluppano ogni volta un tema diverso: si è parlato di felicità, gioventù, di Modena, del sorriso. «Scegliamo tematiche che ci riguardano in quanto persone - spiegano Tilde e Giorgio - e vediamo che è un ottimo modo per liberare risorse che spesso rimangono incastrate dalla malattia. Ci confrontiamo con uomini e donne che hanno una profonda sfiducia nelle proprie capacità e il giornale rappresenta un’occasione, tra le varie che proponiamo, per scoprirle. Nella trattazione di questi temi, il nostro sforzo è quello di non cadere nel retorico o nell'intellettualismo, ma di attingere sempre dal vissuto dei ragazzi. Parliamo spesso con loro della solitudine che provano, della loro convinzione di essere privi di risorse ma lavorandoci insieme, scoprono di poter fare tante cose. Adesso - concludono i volontari - sul giornale stiamo affrontando il tema della libertà: una persona ci ha raccontato che la sua più grande difficoltà sta nell'esprimere le proprie idee, in quanto si sente condizionata dalle idee degli altri e ingaggia un braccio di ferro con se stessa per non farsi limitare da questo. Quando riesco ad esprimere la mia idea - ci ha confidato - sono felicissima. Questo per noi è un bellissimo esempio di libertà».

Per contattare l’associazione si può scrivere una mail all’indirizzo insiemeanoi.mo@gmail.com

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