«Sant’Agostino, progetto ampio»
Il presidente della Fondazione Crmo: «Serve un piano sostenibile e coerente»
«Sul Sant'Agostino – spiega il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, proprietaria del prestigioso immobile – siamo in una fase di operoso silenzio, perchè c'è molto da fare per cercare di portare a casa un risultato importante».
Il responsabile dell'ente di origine bancaria, ieri a margine di una conferenza stampa dedicata al Fai, è tornato sul tema del complicatissimo progetto che da anni tormenta con le sue polemiche la città. Bloccato, lo ricordiamo, dopo una ordinanza del Tar che ha bocciato sia il progetto esecutivo della Direzione regionale dell'Emilia Romagna sia il permesso di costruire dato a suo tempo dal Comune. E Cavicchioli ha parlato proprio nel giorno nel quale in commissione edilizia l'assessore all'urbanistica Vandelli e la responsabile del settore Maria Sergio hanno illustrato l'iter burocratico-amministrativo che porterà al nuovo progetto. Cavicchioli risponde con calma alle domande dei cronisti, ammettendo un diverso atteggiamento di apertura al confronto – dopo anni di chiusura – prima del via libera della contestata ristrutturazione. «La commissione edilizia – continua il presidente della Fondazione – è la sede istituzionale per discutere del progetto: c'è una grande visione culturale alla base del piano e ora occorre declinarla in azioni concrete. Siamo già in una fase nuova, con un cambiamento radicale nell'approccio giuridico seguito. I critici? Certamente ci sarà una fase di ascolto, un progetto di tale portata deve presupporre contributi in una ottica propositiva e di valore».
Cavicchioli ha infine ricordato il precedente Cda della fondazione che ha acquistato il palazzo dove dovrebbero andare – ma appunto ci sono contestazioni – le biblioteche Estense e Poletti e i centri per l'immagine di Fondazione fotografia e dell'internazionalizzazione dell'Università e ha concluso: «Occorre costruire un piano che abbia una prospettiva solida, quindi che sia sostenibile e in grado di accogliere contenuti coerenti in un progetto di ampia visione, come quello che ci fu a fine '800 per Palazzo dei musei».
Poche le novità, ma tante le domande dei consiglieri comunali di minoranza e maggioranza, alla audizione in municipio dell'assessore Vandelli che in mezzo a tante considerazione legislative e burocratiche spiega: «Già prima della sentenza del Tar avevamo cercato di mettere in sicurezza il progetto traghettandolo dentro l'accordo di programma da discutere in consiglio comunale. Per questo abbiamo accolto con serenità la sentenza del Tar. Qualcuno paventa rischi di altri ricordial Tar? E' possibile, ma per mestiere sono abituata al confronto poi ci possono anche essere strumentalizzazioni». Tante domande di M5S, Per me Modena, Pd e Forza Italia, più che altro legate al progetto che al momento sembra prevedere le contestate (dal Tar) coperture del cortile e torri librarie di Gae Aulenti. (s.l.)
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