Sisma, contentino della Regione
Ieri nuovo tavolo tecnico, sarà allungata di un mese la scadenza per le Sfinge e le seconde case
Ieri a Bologna si sono nuovamente riuniti i rappresentanti della Regione con quelli dei Comuni terremotati e dei tecnici, per quello che viene normalmente denomitao Tavolo tecnico mensile.
Ed evidentemente la notte ha portato consiglio. Lunedì c’era stata infatti la reprimenda, nell’incontro con l’assessore regionale Palma Costi , con l’annuncio della decisione di non concedere alcuna proroga per le 1177 pratiche Sfinge prenotate e non ancora presentate e per la sistemazione o ricostruzione delle seconde case.
Ieri invece la delegazione regionale, rappresentata dal nuovo commissario per la ricostruzione, il dirigente regionale Cocchi, è apparsa più possibilista. Ordinanze non ce ne sono ancora - ne è attesa una nuova a giorni - ma da quanto trapela risulta che alla fine almeno un contentino per i terremotati ci sarà. Ovvero la proroga di alcune settimane - si parla di almeno un mese - rispetto alla scadenza di fine marzo.
Per una soluzione che ovviamente potrebbe accontentare tutti. Di sicuro i tecnici privati dei cittadini che nel primo caso avrebbero avuto due settimane, Pasqua inclusa, per presentare pratiche anche complesse. Con il rischio evidente che tante imprese non sarebbero mai arrivate a poter sperare di avere un risarcimento, a quattro anni dal sisma.
Di quelle 1177 pratiche almeno 400 sono “single”, ovvero affidate a 400 tecnici diversi. Questi avranno il tempo di prepararle al meglio, così da alleggerire i tempi successivi del controllo da parte della Regione, che a sua volta ne potrebbe trarre un vantaggio, risparmiando ai diretti interessati l’ormai cronico tira e molla delle integrazioni.
D’altra parte la Regione non sarebbe mai stata pronta per esaminare quelle 1177 pratiche dal primo di aprile, tali e tante sono quelle ancora in esame, già presentate tempo fa. L’unico a formulare un tiepido commento è per ora l’ingegner Gambuzzi, presidente dell’ordine provinciale degli ingegneri di Modena: «Posso solo dire che ci sono segnali importanti, dai quali deduciamo che la Regione ha deciso di prendere in considerazione i rilievi che erano stati mossi nell’assemblea di lunedì con le associazioni di categioria. Se così fosse, non posso che ringraziare il nuovo staff dirigenziale che si sta occupando delle problematiche della ricostruzione, che sono poi le problematiche di tanti cittadini ed imprenditori. Ma è doveroso attendere l’ordinanza, prima non mi sembra il momento di entrare nei dettagli».
Dunque, se le anticipazioni che filtrano da Bologna non verranno ulteriormente modificate, per le pratiche Sfinge e per le seconde case c’è tempo di presentare gli atti entro fine aprile.
Per le pratiche Mude di prima casa fino a dicembre 2016. Resta sul tappeto la grana umi, le unità minime di intervento che stanno in molti casi paralizzando i centri storici.
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