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Cognento ha le idee chiare «Qui servono telecamere»

di Gabriele Farina
Cognento ha le idee chiare «Qui servono telecamere»

Sicurezza e velocità lungo le strade sono i primi aspetti evidenziati dai residenti «Troppe barriere architettoniche: il Comune lo sa da tempo ma non fa nulla»

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MODENA. «C’è poco controllo». La voce di un residente di Cognento riassume un sentimento diffuso nella frazione: la percezione d’insicurezza. Cosa farebbero abitanti ed esercenti? Le telecamere sono una soluzione più volte richiesta. C’è altro: meno barriere architettoniche, più autovelox e illuminazione pubblica, più attività.

«Cognento è una frazione troppo isolata dalla città - esordisce Paola Bellini - in cui non c’è niente a livello di movimento. Per i ragazzi, a parte la polisportiva, non c’è nulla. Al Comune si può chiedere qualche attività».

Un’attenzione ai più giovani potrebbe essere rivolta anche controllando la velocità. «Piazzarsi con gli autovelox sarebbe utile - riprende la donna - la maggior parte dei bimbi gira in bici e a Cognento ci sono macchine che “volano” sui dossi».

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I furti non sono un inedito. «L’orario preferito sembra essere dalle 17.30 alle 18 - garantisce Paola - le pattuglie girano, ma le telecamere potrebbero essere un’idea. I ladri hanno vie di fuga fenomenali, scappando verso Baggiovara, il cavalcavia o il Grandemilia. Via Jacopo da Porto è buia».

Le “visite indesiderate” sono considerate un problema. «Abbiamo subìto cinque furti notturni e tre rapine a mano armata - riconosce Sandro Scalabrini - l’ultimo furto è stato nel 2013. Il Comune è già stato tanto che ci ha fatto cambiare gli infissi. L’esercito serve per difendere dalle invasioni, l’unica arma è il controllo. Certo se l’esercito ha l’organico in esubero e non sa cosa fare…». Anche il farmacista è un sostenitore delle telecamere. «I commercianti ne hanno chiesto almeno una prevista dal Comune - riprende l’uomo - perché, se il centro storico n’è tappezzato, da noi non se ne vedono».

“Allarmismi”? «I problemi ci sono - risponde Sandro - nessuno dice che lo sono le piante secche. Ci sono aspetti che funzionano, ma la sicurezza manca». Una carenza sentita da molti. «Servirebbe una postazione fissa della polizia», propone Corrado Bonacini. «I quattordici agenti assunti dalla Polizia Municipale sono un palliativo - riprende la moglie - la sicurezza è il problema che più ci fa paura e a Cognento stiamo ancora bene». Una frase che, con diverse sfumature, è ripetuta. «Siamo abbastanza tranquilli - garantisce Arrigo Stefani - anche se qui c’è stato qualche furto. Per un periodo hanno tolto le ruote alle auto. Cinque mesi fa hanno fregato una borsa rimasta in un’auto. Ci sono stati colpi anche al Villaggio Zeta. Con l’aria che tira non va male, anche se tutti i momenti sono buoni». «A volte ci sono episodi - riprende Germana Fontana - per esempio hanno rotto alcune vetrate dove i ragazzi giocano a tennis. In confronto ad altre zone, comunque, la situazione è tranquilla. Se potessi, metterei le telecamere per una ragione di sicurezza più che di controllo della velocità».

Con lentezza, invece, si muovono le persone diversamente abili, denuncia Giuseppe Rastrelli. «Con le barriere architettoniche si fa abbastanza fatica - ribadisce l’uomo - e bisogna sempre lottare. Sono andato più volte a parlare in Comune. Rispondono che faranno, faranno e poi non fanno nulla. Si trovano anche siringhe per terra nel parco Menozzi, dove giocano i bambini». In tanti hanno ricordato gli effetti della tromba d’aria dello scorso 27 giugno. Da allora hanno dovuto provvedere a sistemare tetti e gazebo, con qualche “sorpresa sgradita”. «Hanno tentato due volte di entrare in casa da me - spiega Enrico Vadacca - una volta mi sono trovato davanti un uomo in garage. Appena mi ha visto è scappato. Non ho controllato chi potesse essere. In quei momenti temi che magari possa avere un coltello. Non ho più dormito».

«L’anno scorso ci sono stati vari furti nelle case - fa eco Gabriele Baiamonte - la tromba d’aria ha scoperchiato tutto il tetto, sradicando alberi». In alcuni subentra la rassegnazione. «Ho messo le inferriate - conclude un uomo che chiede l’anonimato - perché hanno fatto due colpi da me e due da mio figlio. Sono in “galera” io, i ladri no».

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