Dehor, conto alla rovescia per mettersi in regola
Entro 90 giorni i titolari di bar e locali dovranno adeguarsi alle norme estetiche dettate dalla Soprintendenza. Forza Italia: «Il Comune come aiuta gli esercenti?»
Alla fine della scorsa settimana ai titolari di bar e locali con dehors, tendoni o strutture esterne in centro storico sono arrivate le attese lettere in cui si chiede di regolare la posizione nei confronti della Sovrintendenza ai beni architettonici, unica autorizzata a dare l'assenso per la collocazione di queste strutture in zone storiche. Erano comunicazioni attese. Gli esercenti si erano già riuniti insieme al Comune per approntare le contromisure. Adesso però siamo al dunque, la comunicazione dà il termine di novanta giorni per mettersi in regola. Al novantunesimo in caso di mancata autorizzazione da parte dell'ente preposto i tendoni dovranno essere smontati. Claudia Severi di Forza Italia si chiede e chiede al Comune se la situazione sia sotto controllo: «L’ordinanza ha obbligato gli esercenti a nuove, complesse costose ed improvvise procedure di autorizzazione nel rispetto delle indicazioni della Soprintendenza. Diversi titolari hanno espresso dubbi sulla sostenibilità, anche economica, di tali procedure e il rischio è che con l’arrivo della Pasqua e comunque della bella stagione, molte attività rinuncino all’apertura degli spazi esterni, con evidenti e prevedibili ripercussioni negative. Per questo, oggi, vogliamo riportare l’attenzione su questo tema così importante per il centro storico e la sua vivibilità. Con una interrogazione, ho chiesto al comune di riferire su che cosa è stato fatto, oltre ad imporre obblighi, per aiutare gli esercenti ed i titolari delle attività interessate a superarli». «Come si è attivata – continua Severi - per rimediare e per sostenere gli operatori? Quali azioni per garantire l’apertura prima della stagione più calda? Se davvero, come strombazzato in una recente nota stampa, condivide con noi l’idea che ristoranti e bar del centro, con i loro spazi all’aperto, siano importanti elementi di valorizzazione e rilancio del centro, quali misure ha pensato e predisposto, forse anche a livello di agevolazioni fiscali, a sostegno degli operatori obbligati a sobbarcarsi, dalla sera alla mattina, nuovi costi per procedure complesse per potere aprire gli spazi esterni?». Secondo l'amministrazione in realtà la situazione è già sotto controllo. La comunicazione agli servizi è arrivata da pochi giorni ma le richieste di autorizzazione con relativa documentazione erano già state predisposte e inviate in precedenza, con il ricorso a un unico professionista per la maggior parte delle domande, iniziativa che ha anche permesso di contenere i costi. L'iter autorizzativo quindi è già avviato.
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