Ghini lascia il Mef di Modena: «Avventura finita ma ora il museo va»
Cambio a sorpresa, il nuovo direttore è Michele Pignatti: «Che emozione vedere i visitatori uscire entusiasti da qui»
Cambia il “padrone di casa” dei musei Ferrari di Modena e Maranello. Lascia Antonio Ghini, storico dirigente e capo della comunicazione della Ferrari nelle epoche del Drake e di Luca di Montezemolo ed entra al suo posto Michele Pignatti Morano che mantiene anche il ruolo di responsabile dei parchi tematici che la Rossa ha aperto in Asia e in Spagna. Ghini ha lasciato il suo lavoro alla Casa-museo Enzo Ferrari di via Paolo Ferrari e al museo aziendale della Rossa di Maranello con numeri record nelle due strutture.
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Si tratta infatti di gran lunga i due musei più visitati in regione, con 476mila visitatori totali nel 2015: nel paese della Ferrari sono stati 350mila mentre al Mef di Modena i biglietti staccati risultano 126mila in dodici mesi. Ghini, responsabile delle relazioni esterne della azienda fino al 2008, al momento di andare in pensione aveva ottenuto un incarico di collaborazione per realizzare la rivista “Ferrari magazine”, pubblicata in inglese in mezzo mondo. E poi era stato chiamato dall'ex sindaco Pighi anche al capezzale del Mef che nel 2014 era in una situazione quasi pre-fallimentare. «Sono stato fortunato – spiega Ghini – il mio è stato un periodo molto bello e positivo ai musei e penso di avere dato un utile contributo. Dopo avere lasciato la direzione della comunicazione Ferrari sono andato in pensione tra virgolette perché la Ferrari mi ha affidato per 8 anni il magazine».
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Che cosa ne fatto?
«Credo di averlo trasformato in un grande successo sia dal punto di vista dei lettori sia da quello economico visto che era in attivo, alla Ferrari non costava un euro perché completamente coperto dalla raccolta pubblicitaria. Ma di fronte alla rivoluzione di internet l'azienda ha deciso di passare al digitale con un approccio differente nel periodo in cui la Rossa è passata alle quotazioni in borsa».
E i musei? Lei ha potenziato il bacino dei visitatori sia a Maranello che in città.
«Dopo il magazine mi affidarono i musei e devo dire che quella è stata un'altra missione che penso di avere portato felicemente a termine con le mostre e tantissime iniziative».
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Ghini , è emozionato?
«Ho avuto la fortuna, grazie alla direzione del Mef, di conoscere la città e le tante persone che cercano di fare qualcosa. Per Modena il Mef è importantissimo e io ci ho messo l'anima, l'ho visto crescere e credo di avere ottenuto qualche risultato. E' stata una emozione molto grande soprattutto vedere il pubblico di stranieri e italiani che si entusiasmava per le nostre mostre. Ricordiamoci che è una struttura importante che pareva condannata a un vicolo cieco».
Ora in via Ferrari è in corso la rassegna “Red carpet”, un omaggio alla cinematografia mondiale in rapporto al Drake con le auto usate da Sofia Loren, Paul Newman e Marilyn Monroe. «Se vogliono sanno dove trovarmi».
Ghini conclude così dal suo “buen retiro” sul lago di Garda. Con ogni probabilità però sarà ancora interpellato ad esempio per l'ultima sua creatura, il Discover Pavarotti Ferrari: bella esperienza che necessita di una messa a punto.
Stefano Luppi
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