Hesperia-Regione: «Condannate i dirigenti, assolvete Lusenti»
Caso Hesperia: la clinica modenese chiede quattro milioni di risarcimento come parte civile nel giorno in cui l’accusa chiede condanne per due ex dirigenti dell’assessorato regionale alla sanità e l’a...
Caso Hesperia: la clinica modenese chiede quattro milioni di risarcimento come parte civile nel giorno in cui l’accusa chiede condanne per due ex dirigenti dell’assessorato regionale alla sanità e l’assoluzione dell’ex assessore Carlo Lusenti al termine del processo abbreviato per i presunti vantaggi ad altre cliniche.
Tre anni per Tiziano Carradori, ex direttore generale dell'assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, ora dg dell'azienda ospedaliera universitaria di Ferrara, due anni e otto mesi per Bruna Baldassarri, funzionaria dell'assessorato. Sono le richieste di condanna del Pm Morena Plazzi nel processo in rito abbreviato a Bologna davanti al Gup Rita Zaccariello, sulle presunte pressioni al gruppo Hesperia.
Baldassarri e Carradori rispondono di concussione, l'ex dg anche di falso come Carlo Lusenti, ex assessore regionale, per cui è stata invece chiesta l'assoluzione.
Hesperia, parte civile e rappresentato dall'avvocato Alessandro Diddi, ha chiesto un risarcimento di quattro milioni tra danni materiali e morali subiti nella vicenda. L'indagine nacque da un esposto del gruppo, che si riteneva penalizzato dai criteri di accreditamento per l'alta specialità cardiochirurgica di alcune case di cura private in regione, che avrebbero favorito la realtà concorrente, il gruppo Sansavini. Oggi la sentenza.
In un'udienza a porte aperte, con il consenso delle parti, l'accusa ha ricostruito un «crescendo di pressioni minacciose» tra febbraio e giugno 2013, quando poi la Regione e Hesperia firmarono l'accordo. «Un accordo - ha detto nella propria requisitoria il pm - diverso e punitivo rispetto a quello sottoscritto da altri privati». La contestazione a Baldassarri e Carradori è di «aver abusato dei loro poteri, minacciando un danno economico ad Hesperia», con lo scopo «di favorire un soggetto privato strettamente legato ai vertici dell'assessorato alla Sanità regionale». “Se continuate così perdete tutto il budget”, è una frase che sarebbe stata detta al rappresentante del gruppo in uno degli incontri. «Sono queste minacce? Io ritengo di sì», ha detto il Pm, descrivendo «una condotta per spingere, costringere, mettere nell'angolo Hesperia». Che in seguito fece denuncia.
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