Il treno della Memoria verso Auschwitz
Partiti da Fossoli 500 ragazzi delle scuole modenesi che oggi arriveranno a Cracovia: «Un’esperienza di responsabilità»
Una cerimonia al freddo, quella di saluto agli oltre 500 studenti modenesi in partenza per la Polonia. Un treno per Auschwitz è giunto alla sua dodicesima edizione e l'atmosfera è concitata. Sono moltissimi i ragazzi che affollano il Campo di Fossoli nella tarda mattinata. Raggruppati in scuole e compagnie, si sono conosciuti durante la formazione pre-partenza e il clima è già conviviale. Non vedono l'ora di partire e assistono alla cerimonia di saluto reggendo grandi striscioni con scritte diverse e uguali tra loro: «Siamo speranza sui binari della memoria», «l'odio non è forza creativa, solo l'amore crea». Citano San Maksymilian Maria Kolbe, il francescano polacco che morì ad Auschwitz prendendo volontariamente il posto di un padre di famiglia destinato al campo di concentramento.
«Ringraziamo studenti come voi - dice Cleofe Filippi della Fondazione Fossoli - se riusciamo a portare avanti un percorso di memoria: è grazie alla vostra volontà di affrontare un viaggio come questo che possiamo farlo».
«La prima volta che sono stata ad Auschwitz - continua - ho capito il significato della parola incredibile: va visto, in questo modo la Storia saprà parlare alle vostre storie». Presente alla cerimonia anche il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli, che ha salutato i ragazzi parlando di cittadinanza.
«Quello che vedrete è un orrore - ha detto - e vi prego di conservare quest'impressione per capire cosa significa dar forma a una vera e propria fabbrica della morte». «Ma non fermatevi a questa vertigine distopica: - ha concluso - tutto ciò che accadeva in quel campo era stato permesso da una società colta e avanzata come quella tedesca, che non ha fatto nulla per fermare ciò che stava succedendo».
«Questo vi renderà, oltre che testimoni - ha concluso - anche cittadini: avete una responsabilità ben precisa che un viaggio come questo può ricordarvi, e stimolare in voi». Così come lo sguardo in una pagina così nera, speriamo, possa rendere allergici a qualsiasi retorica e a ogni commemorazione che sia meramente celebrativa. Alla fine, anche il messaggio del Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini che recita così: «Sono forti ancora oggi i ricordi di quell'esperienza e servono, prima di tutto, per fissare certezze».
«Il compito dell'istruzione - continua la Giannini nel suo messaggio - è quello di tenere viva questa memoria storica: i sopravvissuti sono le sentinelle della nostra coscienza». Il Ministro ha definito la battaglia contro ogni totalitarimo «un esercizio di cittadinanza continua». Anche Marzia Luppi, direttrice della Fondazione ex-Campo Fossoli, ha salutato gli studenti modenesi in partenza. Il ritrovo dei ragazzi, cominciato verso le 11 per il check-in e la consegna del materiale informativo, è durato fino alle 14. Una decina di pullman sono partiti alla volta del Brennero carichi di studenti, valigie, ospiti e insegnanti: alle 21.15 la partenza del treno notturno diretto a Cracovia. Il primo giorno sarà già pieno di attività.
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