Inneggia ai jihadisti: espulso subito
Pakistano condannato a Modena, esalta i terroristi appena esce dal carcere
Il pakistano era stato arrestato e condannato a Modena per inosservanza dall’espulsione dall’Italia, dalla quale era entrato e uscito dall’Italia con ben otto nomi diversi, e ora nel carcere di Oristano, in Sardegna, era stato liberato con due gironi di anticipo ma davanti alla polizia gli sono scappate gravi affermazioni in favore degli jihadisti, ha fatto chiaramente capire che simpatizzava per loro ed è stato così immediatamente espulso dall’Italia. L’altro giorno I.U.R., il pakistano trentenne, è stato espulso dal territorio provinciale a seguito di scarcerazione, con accompagnamento presso un Centro di Identificazione ed Espulsione. Giunto in Sardegna in conseguenza dello sbarco avvenuto nel porto di Cagliari il 24 agosto 2015 di 963 profughi soccorsi al largo delle coste libiche da una nave mercantile norvegese, un caso che fece scalpore. Già al momento del suo arrivo, la Questura di Oristano ha accertato che il pakistano, utilizzando otto differenti nomi, era entrato più volte in Italia clandestinament venendo ogni volta espulso. Il suo primo ingresso risale al 2007: sbarcò a Lampedusa e, dopo che la commissione territoriale gli negò lo status di rifugiato, gli consegnarono un decreto di espulsione. L’ordine del questore Crotone gli intimava di lasciare entro cinque giorni il territorio nazionale.
Analoghi provvedimenti sono stati presi dal questori nelle province di Varese, Imperia e Bologna. Tutto inutile.
Negli anni successivi è stato arrestato più volte per inottemperanza a questi decreti. Finché nel 2011 il Tribunale di Modena lo ha condannato a 6 mesi e 20 giorni di reclusione. Perciò, agli esiti degli accertamenti dopo lo sbarco, è stato arrestato da personale della Questura di Oristano e rinchiuso nella casa circondariale.
L'attività dello straniero è stata costantemente tenuta sotto controllo dagli investigatori della polizia di Stato per aver inneggiato a presunte azioni terroristiche, manifestando adesioni all'ideologia jihadista e proferendo generiche frasi di minaccia contro i cittadini italiani.
Per tali motivi, nonostante la sua scarcerazione sia stata anticipata di due giorni rispetto al previsto e ciò sia stato comunicato il giorno stesso, per effetto di un provvedimento del Tribunale di Modena, la polizia di Stato di Oristano, si è attivata immediatamente per far sì che pakistano condannato non rimanesse libero anche per un solo giorno nel territorio italiano. le sue intemperanze a favore del terrorismo islamico hanno permesso di adempiere al decreto di espulsione del Prefetto di Oristano.
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