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Le benne demoliscono i palazzoni di Mirandola

di Serena Fregni
Le benne demoliscono i palazzoni di Mirandola

In piazza Ceretti è in corso il più grande cantiere per la ricostruzione post sisma Era alto sette piani e aveva una cinquantina di uffici e attività commerciali

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MIRANDOLA. È stato aperto due settimane fa e continuerà ancora per alcuni giorni il cantiere per la demolizione del palazzo Emmedue situato in piazza Ceretti, in pieno centro storico. Il palazzo, dichiarato inagibile dopo il sisma di quattro anni fa, comprendeva sette piani e una 50ina di locali, tra negozi e uffici e al suo posto verrà costruito un altro condominio, sulla base di un progetto già approvato.

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«È una demolizione complessa - commenta l'assessore alla ricostruzione Roberto Ganzerli - che stiamo facendo con grande prudenza perché si trova in centro storico e dobbiamo garantire la sicurezza, anche per quanto riguarda le polveri e la salvaguardia della salute delle persone. Ci siamo occupati anche della viabilità per creare il minor disagio possibile, stiamo monitorando costantemente il cantiere perché tutto avvenga con la massima attenzione e con tempistiche abbastanza veloci». I lavori di demolizione sono opera della ditta di costruzioni Aec, la stessa che si occuperà anche del cantiere del nuovo palazzo. «Siamo al lavoro da due settimane circa - racconta il direttore dei lavori Andrea Gaggiotti - stiamo cercando di creare meno disagi possibili ai vicini ed entro una settimana dovremmo aver concluso tutto».

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Un palazzo che fa parte della storia della città e la sua demolizione ha scaturito l'interesse di tanti cittadini, tra questi anche chi ricorda il cantiere della costruzione, nei primi anni '60, del condominio, come Lorenzo Luppi: «Ero un bambino allora e mi ricordo che lo stavano costruendo, certo a vedere la demolizione un po' dispiace però è giusto che il centro ritorni a nuova vita». Dello stesso parere è anche Quirino Mantovani, nato e cresciuto a Mirandola e soddisfatto dei lavori che si stanno facendo in paese: «Io vedo tanti cantieri e mi fa piacere perché vuol dire che i lavori sono partiti, nella disgrazia abbiamo guadagnato strutture nuove e sicure, come i nuovi palazzi che hanno costruito, le scuole e infrastrutture e speriamo che si continui così». Tra gli “spettatori” della demolizione c'è anche chi ha è rimasto fuori casa per diverso tempo come Franco Iemma che è ritornato in casa sua nel 2014 e che è speranzoso per una nuova Mirandola. La ricostruzione però è una tematica che spesso divide e non tutti sono d'accordo con il lavoro svolto fino ad adesso dall'amministrazione, come Silvano Paltrinieri che sostiene si possa fare di più: «Ci sono tanti palazzi messi ancora malissimo e si devono portare a termine perché è ora». Silvano però si ritiene molto fortunato per essere già rientrato nella sua abitazione, non molto distante dal palazzo Emmedue, dichiarata dapprima inagibile e dove sono stato eseguiti diversi lavori: «Sono stato fuori casa per 18mesi ma adesso ho una nuova casa e sono contento, finalmente». Mirandola, come sostiene ancora Ganzerli, continua la strada verso la ricostruzione: «Abbiamo tanti progetti in cantiere e faremo tutto. Emmedue è un grande passo in avanti e darà un forte segnale di rinascita per il centro e soprattutto potrà ridare la casa a tante famiglie e negozianti».

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