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Andrisano guarda avanti e pensa al nuovo campus

«Serve un nuovo padiglione didattico vista la situazione degli Istituti Biologici» Jasonni punzecchia Bologna: «La loro priorità accademica ha fonti incerte»

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Per l’università di Modena è stata sicuramente una grande giornata. I riflettori mediatici di tutta Italia si sono accesi sull’ateneo e la platea ha sottolineato i passaggi salienti della relazione del rettore e della prolusione, quest’anno affidata all’avvocato Massimo Jasonni.

«La parola chiave per il futuro è perseverare - ha detto il rettore Andrisano - Nel 2015 Unimore ha potuto dare corso ad un piano di assunzioni ed avanzamenti di carriera che ha interessato 47 nuovi docenti e ricercatori: è stato possibile di avviare le procedure per la chiamata di 2 ordinari, 28 associati e 17 ricercatori. Le chiamate sono state fatte con criteri condivisi e trasparenti, garantendo una distribuzione tra i Dipartimenti assolutamente equa e rigorosa. Per la precisione si è trattato di 20 nuove assunzioni e 27 avanzamenti di carriera».

Incoraggianti le novità e i numeri: «Due importanti novità hanno visto il loro esordio in questo anno accademico 15/16 e sono: il corso di laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche, realizzato in convenzione con l'Università di Parma, e l'istituzione di 4 corsi di laurea magistrale erogati interamente in lingua inglese. Sono decisamente rassicuranti e assolutamente in controtendenza rispetto all'andamento nazionale i dati dei nostri iscritti e immatricolati. A fronte di un generalizzato e consistente calo in Italia nell'ultimo decennio (rispettivamente del -14% e del -20%), il nostro Ateneo ha invece assistito ad un significativo incremento di tutti e due gli indicatori. È stata una crescita costante che è proseguita in modo significativo anche nell'ultimo triennio».

Un ruolo importante lo si trova sempre in ambito medico: «Per questo - ha concluso Andrisano - siamo interessati al confronto, già aperto, sull’integrazione tra i due grandi ospedali modenesi, Policlinico e Baggiovara. Parteciperemo pertanto alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria offrendo il nostro contributo». Così come non mancherà l’attenzione a nuovi cantieri, a partire dal campus tecnico-scientifico di via Campi/via Vignolese: «Sono già allo studio degli uffici del Comune i progetti per consentire la realizzazione di un padiglione didattico, resosi oramai necessario, sia a seguito dell'incremento delle immatricolazioni, sia del declassamento avvenuto a seguito degli eventi sismici, delle aule degli Istituti Biologici».

Dopo il rettore sono intervenuti il presidente della conferenza degli studenti Leonardo Peruzzi e il presidente della consulta del personale tecnico-amministrativo Giuseppe Gatti. La prolusione del prof. Jasonni ha invece toccato la storia dell’università delineando la sua identità europea. Una ricostruzione partecipata e profonda, ma non è sfuggito alla sala un gradito richiamo al campanile: «Si è discusso su quale Universitas, in quell'XII, e poi XIII secolo - ha detto Jasonni - sia sorta per prima. Bologna ha tenuto molto a questa sua supposta priorità accademica, pur sulla scorta di fonti incerte». (d.b.)

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