Caso Hesperia: assolti l’ex-assessore e i dirigenti
Secondo il giudice la clinica modenese non fu sfavorita negli accreditamenti Innocenti Lusenti, l’ex Dg e una funzionaria. La società: «Non condividiamo»
Tutti assolti ma Hesperia Hospital non ci sta. Il gup del tribunale di Bologna Rita Zaccariello ha assolto «perché il fatto non sussiste» l'ex direttore generale dell'assessorato alla Sanità della Regione Tiziano Carradori, la funzionaria dell'assessorato Bruna Baldassarri e l'ex assessore regionale Carlo Lusenti. I tre erano imputati nel processo in abbreviato sulle pressioni, denunciate dall’Hesperia Hospital, sui criteri di accreditamento delle cliniche private in regione per l'alta specialità cardiochirurgica. Carradori e Baldassarri rispondevano di concussione nell'inchiesta del pm Morena Plazzi, Carradori anche di falso come Lusenti, per cui la stessa accusa aveva chiesto l'assoluzione.
«Era un processo fondato sulla sabbia. Rimango meravigliato che la promozione dell'azione penale, che ha conseguenze anche traumatiche, avvenga su basi così inconcludenti», commenta l'avvocato Alessandro Gamberini, difensore dell'ex dg dell'assessorato alla Sanità Tiziano Carradori al termine del processo con rito abbreviato (e quindi a porte chiuse).
Prosegue il legale di Carradori: «La promozione dell'azione penale non è un ballon d'essai. Questo modo di agire è radicalmente offensivo dei principi basilari di garanzia. Il mio ragionamento riguarda questo come altri casi». «Certo, qui c'era una denuncia e andava valutata, ben venga il controllo della legalità sulla pubblica amministrazione, ma non può che svolgersi attraverso un rigoroso vaglio delle indagini. Io non credo che si possa andare avanti così», ha detto l'avvocato, sottolineando che per l'ex assessore Carlo Lusenti era stato chiesto il rinvio a giudizio «per poi chiederne l'assoluzione in aula». «Il processo - ha aggiunto l'avvocato Nicola Mazzacuva, che insieme a Gamberini ha difeso Carradori e con l'avvocato Mariano Rossetti ha assistito Lusenti e Bruna Baldassarri - purtroppo si gioca nelle indagini preliminari e quando si arriva in aula il cittadino ha già subito un processo anticipato».
«Come tutte le sentenze anche questa deve essere rispettata anche se, a nostro avviso, essa non è assolutamente condivisibile». Così il Gruppo Hesperia, tramite una nota diffusa dal suo legale Alessandro Diddi, commenta così la decisione adottata dal giudice - riteniamo che il giudice non potrà mai superare dei dati inconfutabili e cioè che i precedenti responsabili dell'assessorato alla sanità hanno utilizzato due pesi e due misure, non riconoscendo ad Hesperia fondi dirottati ad altre strutture sanitarie prive dei requisiti di legge necessari per garantire la sicurezza del paziente».
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