Gazzetta di Modena

Modena

«Che male fa una benedizione?»

di Federico Covili

A Zocca e Montese, petizione e parroco contro la sospensione nelle scuole

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ZOCCA. Non si sono ancora fermate, a Zocca e Montese, le polemiche sul divieto delle benedizioni pasquali nelle scuole. Dopo la decisione della dirigenza di sospendere la pratica e la rivolta dei genitori, arriva ora la puntualizzazione dell'Istituto. «La questione è molto semplice - spiega Miriana Manfredini, vicepreside dell'Istituto Martiri della Libertà, che comprende scuole materne, elementari e medie di Zocca e Montese - . In realtà noi, come tutte le altre scuole, siamo stati bloccati dalla sentenza del Tar di Bologna che proibisce le benedizioni a scuola come atto di culto. Il consiglio d'istituto, secondo la stessa sentenza, non può deliberare in materia. Noi abbiamo atteso che si chiarisse questa vicenda aspettandoci un contro ricorso che infatti c'è stato al Consiglio di Stato. Ma lo stesso Consiglio di Stato per ora ha sospeso tutto fino al 28 aprile, giorno dell'udienza in camera di consiglio a Roma. Se tutto sarà annullato noi faremo le benedizioni, si tratta di aspettare le decisioni nel merito. Oggi (ieri ndr) abbiamo fatto un comunicato ai genitori per dare le informazioni. Certo che, invece di fare tanto polverone, era opportuno che si informassero: su un qualunque motore di ricerca si trova la sentenza del Tar». La questione appare ancora più assurda se si pensa che a Zocca e Montese problemi di questo tipo non ci sono mai stati. Le benedizioni si sono sempre fatte garantendo un'attività alternativa a chi non desiderava riceverle e anche quest'anno il consiglio d'istituto aveva deliberato favorevolmente a questa pratica. A rimettere in gioco tutto è stata però la sentenza del Tar di Bologna.

Benedetta Maria Forni, che negli scorsi giorni ha raccolto le firme dei genitori, non ci sta e già nella mattinata di ieri si è recata in presidenza per consegnare la petizione: «In pochissimo tempo abbiamo raccolto una settantina di firme e hanno firmato anche il sindaco Balugani e l'assessore Covili, non come privati cittadini, ma precisando accanto al nome la carica che ricoprono. Ci sembra assurdo che per un malinteso concetto di laicità di alcuni ci debba rimettere la stragrande maggioranza dei bambini». Appare amareggiato anche don Marcin Lofek, parroco di Zocca: «Al momento - spiega - non ho ancora ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dalla scuola. Ho parlato solo lo scorso sabato con una maestra che, per conto della preside, mi ha comunicato la decisione dell'Istituto di aspettare la sentenza del 28 aprile. Mi fa piacere che i genitori siano compatti a richiedere la benedizione ma mi chiedo anche che male può fare una benedizione e come mai c'è sempre chi prova a combatterla».

E il dibattito è ormai scoppiato anche sul web, con colti cittadini che chiedono il ripristino immediato della pratica. Sull'argomento comincia a prendere posizione anche la politica locale: «Prima i crocefissi nelle scuole - scrive su facebook Livio Degliesposti, ex segretario della Lega e ora candidato consigliere con Zocca Civica - ora la benedizione. Fra un po' daranno fastidio le chiese e i campanili perché hanno le croci sopra».

Sulla vicenda si esprime anche Alessandro Baccolini: «Benedetta ha fatto bene, si è spesa in difesa di una tradizione, ha agito in modo tempestivo e coerente con la stragrande maggioranza della popolazione di Zocca».

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