L'azienda modenese Chiletti: dopo il furto pure gli sfottò
Modena. Ladri ancora una volta presso l’azienda agricola di Albareto: «Dopo aver rubato ci hanno guardato e suonato il clacson»
MODENA «Hanno tagliato una gomma sia al mio Freelander sia alla macchina di un mio operaio, in modo che non li potessimo inseguire. Con la loro Land Rover si sono messi davanti al cancello, dopo aver fatto manovra, e prima di prendere il largo hanno suonato il clacson, tre o quattro volte, guardandoci, come a dire “Vi abbiamo fregato anche questa volta”. A mio avviso sono gli stessi che sono venuti a rubare l’altra volta, nella notte del primo dicembre, perchè sono andati negli stessi posti, come se fosse casa loro...».
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IL COLPO Siamo ad Albareto, alla Fratelli Chiletti, l’azienda agricola, caseificio e spaccio che nel novembre scorso subì un devastante rogo risultato essere doloso: Antonio Chiletti non nasconde la sua rabbia alimentata dal senso di impotenza: «L’allarme suonava. Abbiamo quello sonoro, quello con le telecamere stiamo finendo d’installarlo. Il furto lo hanno compiuto in due fasi, a mezz'ora di distanza . Verso le 4 è venuto a chiamarmi in casa uno dei miei dipendenti indiani: nella zona delle stalle avevano svuotato la taniche di gasolio, prendendo una cinquantina di litri. Poi erano entrati in un ufficio dove, mettendo tutto sottosopra, hanno preso una giacca e un trapano molto costoso».
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«Noi abbiamo girato, controllato, guardato - ha proseguito Antonio Chiletti - poi dopo mezz’ora, una volta rientrati, ecco che è suonato l’allarme dello spaccio. E abbiamo visto i tre, con le sciarpe e il berretto calato, allontanarsi, guardarci come per sfotterci, sottolineando il tutto con il clacson. Allo spaccio i tre, in pochi minuti avevano scassinato la porta, preso dei salumi che erano appesi, dell’altra merce , svuotato il fondo cassa. Un bottino sui 400 euro. Hanno portato via anche due cartoni di acqua minerale...".
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LA BEFFA «Francamente quando è troppo è troppo - spiega la presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi -. Non dimentichiamo che meno di una settimana fa, ad Albareto, si era tenuta una riunione con prefetto e sindaco sulla sicurezza. Questa è la risposta di delinquenti senza scrupoli, che si sentono forti dell'impunità a cui vanno incontro». La presidente prosegue: «Ci dicono che i furti sono in calo, la nostra percezione è ben diversa ed è suffragata da altri episodi, magari meno gravi, ma comunque reali e gravi. Diverse aziende agricole hanno subito furti negli ultimi mesi, alcune anche più volte. Non vogliamo affermare che la responsabilità è in carico alle amministrazioni locali, ma tutti (territorio, associazioni, enti locali) dobbiamo fare pressione sul governo perché metta nelle condizioni le Forze dell'Ordine di agire, potenziando mezzi e organici, e perché la certezza della pena nel nostro Paese diventi finalmente realtà. Non possiamo più aspettare provvedimenti forti: altrimenti, come è accaduto l'altra sera, i ladri oltre al danno si permetteranno ancora la beffa di andarsene strombazzando i loro clacson».
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