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«Ecco perchè vogliamo Vacchi alla presidenza»

«Ecco perchè vogliamo Vacchi alla presidenza»

«Punta con lungimiranza a modernizzare il sistema industriale del Paese» «Impostazione di taglio europeo che pone al centro lo sviluppo delle filiere»

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I due candidati Vincenzo Boccia e Alberto Vacchi rimasti in lizza per la successione di Giorgio Squinzi alla presidenza di Confindustria nazionale ieri a Roma hanno presentato i rispettivi programmi al Consiglio Generale di Confindustria. La designazione del nuovo presidente di Confindustria è prevista per il prossimo 31 marzo poi in maggio ci sarà il voto di conferma da parte dell’assemblea. Ieri erano presenti anche Aurelio Regina e Marco Bonometti che si sono ritirati dalla corsa. Regina potrebbe rientrare in corsa come vice presidente in caso di vittoria di Alberto Vacchi.

Ma riguardo alla battaglia elettorale ieri si sono registrate anche le prese di posizione ufficiali da parte di Confindustria Modena con il presidente Valter Caiumi e il predecessore Pietro Ferrari, che è anche coordinatore del "Club dei 15". Caiumi e Ferrari hanno diffuso le motivazioni della scelta di schierarsi a favore di Alberto Vacchi, che guida Unindustria Bologna.

«Condivido pienamente - dice Caiumi - le linee fondamentali del programma di Alberto Vacchi. Si parla di "cambio di mentalità", di "attrattività", di sostenibilità", di grande valorizzazione delle filiere industriali, di "politica industriale incentrata sul digitale, del ruolo di Confindustria, che ha bisogno essa stessa di rinnovarsi. È un programma lungimirante e al tempo stesso coraggioso, perché pone un forte accento sulla necessità di modernizzazione dei sistemi industriali nel loro complesso per essere più competitivi e dei sistemi associativi per essere maggiormente rappresentativi. L'industria è parte essenziale della nostra società, è l'elemento fondante su cui poggia la nostra economia. L'"Agenda" programmatica messa a punto da Vacchi è ricca di spunti per dare un contributo sostanziale alla modernizzazione del Paese».

Da parte sua Pietro Ferrari ha affermato: «Credo che dalla relazione programmatica di Alberto Vacchi, candidato alla presidenza di Confindustria, emergano due aspetti fondamentali - afferma Ferrari - In primo luogo una visione di taglio europeo sulle modalità di evoluzione del sistema industriale e dell'economia del nostro Paese; in secondo luogo una grande "scommessa" sul concetto di evoluzione della filiera industriale. Un'evoluzione che non significa perdita di contatto con le specificità dei territori. Anzi, tutt'altro. L'"Agenda" presentata da Vacchi elabora una sorta di "filosofia" della "filiera industriale", dove piccole, medie e grandi imprese possano lavorare insieme per competere meglio sui mercati internazionali. Questi agglomerati, già presenti oggi con successo in particolare nel contesto imprenditoriale emiliano, vanno ulteriormente potenziati e sviluppati per creare filiere intelligenti che ci rendano sempre più internazionali ma al tempo stesso attrattivi dal punto di vista degli investimenti».

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