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Operai al lavoro per le cinque gabbie a difesa delle bici

Operai al lavoro per le cinque gabbie a difesa delle bici

Da ieri gli operai sono al lavoro per montare le gabbie alla stazione Fs che saranno il deposito protetto per le biciclette dei pendolari. «Desidero che Carpi arrivi a essere definita “città della...

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Da ieri gli operai sono al lavoro per montare le gabbie alla stazione Fs che saranno il deposito protetto per le biciclette dei pendolari.

«Desidero che Carpi arrivi a essere definita “città della bicicletta”, desidero far emergere una quantità sempre maggiore di sensibilità nell’uso delle due ruote che a Carpi già esiste, ma che va enfatizzata:ritengo che per morfologia del territorio e per meteo, nella nostra città la bici sia un mezzo che si può usare 12 mesi l’anno, divenendo una risposta concreta e alternativa al tema dell’auto».

Così l’assessore alla Mobilità, Cesare Galantini, si esprime in merito a uno dei temi che ha a cuore. Mentre, più in generale, il piano sulle pista ciclabili è già sulla carta e prevede quelle che sono in procinto di essere realizzate in futuro, Galantini fa il punto sul servizio di bike sharing denominato “C’entro in bici”, potenziato da dicembre con 8 nuove due ruote totalizzando, così, un complessivo di 24 biciclette fruibili dagli utenti.

«C’entro in bici è un progetto che funziona molto bene - spiega Galantini - ultimamente abbiamo tolto le rastrelliere da alcune zone della città dove avevamo constatato tramite un sistema di rilevazione delle ore di utenza come le bici lì non fossero molto utilizzate e le abbiamo spostate tutte presso la stazione ferroviaria, luogo di maggiore gradimento per il servizio. La stazione è il posto più gettonato in assoluto - continua l'assessore - e questo conferma come essa a Carpi sia il nodo centrale di tutta la mobilità alternativa all’auto essendo luogo d’arrivo del treno dei pendolari, fermata dei taxi, punto di ritrovo delle quattro linee di Arianna e anche di alcune linee extraurbane».

Reduce da un incontro nazionale di amministratori tenutosi a Roma, Galantini ne è tornato soddisfatto.

«Il servizio di bike sharing che a noi sembra scontato perché da anni c’è e funziona adesso verrà preso in seria considerazione anche da città come Roma e Firenze: pensare che grandi realtà ancora non siano dotate di questo tipo di servizio, fa capire come Carpi sui temi della mobilità dimostri di aver realizzato cose pionieristiche».

Le critiche per cui la tipologia di bici in dotazione è dura da pedalare, spartana, massiccia?

«Proprio per questo consentono una manutenzione ridotta al minimo e una funzionalità dei mezzi massima, inoltre non sono vandalizzabili e non si rubano facilmente, sia per il tipo di serratura sia perché non sono commercializzabili essendo riconducibili dal telaio al Comune di Carpi».

A fine mese l’inaugurazione delle cinque gabbie, poste in via Dalla Chiesa a lato della stazione: forniranno a una sessantina di utenti un servizio di deposito protetto per le proprie bici, volendo risolvere l’annoso problema dei continui e numerosi furti.

«Carpi è sensibile al tema ambientale e l’Amministrazione deve sostenere l'uso della bici, educando e rieducando i cittadini. Da qui fino a fine mandato voglio fare tutto quello che posso per favorire una mobilità alternativa».

Valeria Cammarota

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