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Processo Aemilia, il pm convoca... Finale

Processo Aemilia, il pm convoca... Finale

Sindaco, assessore, consiglieri, dipendenti del Comune di Finale: tutti chiamati come testimoni. Ci sono i collaboratori di Bianchini

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FINALE. La Direzione Distrettuale Antimafia convoca mezzo Comune di Finale al processo Aemilia. Sono infatti una decina tra sindaco, assessori, consiglieri comunali e dipendenti del municipio che i pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi vorrebbero “esaminare”, al dibattimento del Processo Aemilia che si apre il 23 marzo a Reggio. Non solo il sindaco Fernando Ferioli, dunque, come era trapelato poche ore dopo il deposito della “lista testi”, ma un lungo elenco di persone che gravitavano tra Comune e ditte sotto inchiesta. In particolare la ditta Bianchini.

LE CONVOCAZIONI Singolarmente, queste figure sono tutti finalesi. Nulla ad esempio da San Felice, se non il brigadiere dei carabinieri che si recò in via Tassi, allertato dagli stessi Bianchini, per quello che secondo la Dda e il Gip Ziroldi era solo un tentativo di depistare le indagini sull’inquietante fenomeno che si stava manifestando, ovvero la contaminazione di amianto in decine di siti (scuole, campi di protezione civile, opere pubbliche...) nei quali la ditta Bianchini aveva eseguito la prima urbanizzazione. Saranno sentiti anche i carabinieri di Modena, di Carpi e di Finale che controllavano con le intercettazioni ambientali e gli appostamenti la sede e i cantieri della Bianchini, compreso il cantiere con cui in fretta e furia venne fatta una gettata di cemento per impedire un controllo sulla contaminazione di amianto.

I PUBBLICI MINISTERI I pm hanno chiesto al Tribunale di Reggio di convocare un consulente di Bianchini, due suoi ex dipendenti (incluso un ex geometra) e organi di polizia giudiziaria - ispettori del Corpo Forestale dello Stato e addetti di Arpa - inclusa la dirigente Zanini di Carpi - che eseguirono i controlli e i sequestri presso la ditta Bianchini, quando ancora l’inchiesta Aemilia era segreta.

Per concludere con la ditta Bianchini, i pm vogliono sentire l’avvocato Di Legami, amministratore nominato dal giudice per cercare di risollevare l’azienda - senza gli ex titolari, ovvio - e l’ex curatore del fallimento, Stefano Zanardi.

E ovviamente hanno anche chiesto l’esame degli imputati, tra i quali Agusto Bianchini, sua moglie Bruna Braga e il figlio Alessandro, come noto tutti rimessi in libertà.

Sul fronte finalese, invece, si è scoperto che il sindaco Fernando Ferioli era stato sentito dai carabinieri il 3 marzo 2015, dopo averle più volte chiesto, come persone informata dei fatti. Ed era stato sentito anche l’assessore ai Lavori Pubblici angelo D’Aiello, al centro di importanti intercettazioni dei carabinieri, assunto a sommarie informazioni il 2 febbario 2015. Chiesta anche l’audizione dei consiglieri comunali di opposizione Maurizio Boetti e Maurizio Poletti, che avevano già reso sommarie informazioni due anni prima, ad inizio 2013, nel pieno delle indagini.

Poi tanti dipendenti del Comune: la referente dell’areaservizi finanziari, degli afffari generali, gli istruttori dell’ufficio lavori pubblici, l’addetto della Protezione civile,... Tutte persone già ascoltate nel corso delle indagini che avevano tra l’altro condotto all’arresto dell’ex capo ufficio lavori pubblici, Giulio Gerrini. Tutte persone il cui contributo da cittadini potrà essere essenziale per la giustizia. Chiesta infine la testimonianza di due consulenti del Pm, inclusi l’architetto Fusconi e l’ingegner Romaniello, il cui lavoro ha consentito di scoprire molti elementi utili nella documentazione sequestrata a Gerrini.

E tra le persone da sentire, per la Dda c’è anche il pentito Giuseppe Giglio (coimputato del rito abbreviato), persino sulle azioni che la cosca emiliana avrebbe avviato per difendere Bianchini, così come verrà chiesto ad altri didettagliare i rapporti tra i Bianchini e il boss Bolognino. Perchè c’è un filone ambientale, ma c’è n’è uno più delicato, relativo alla infiltrazione della cosca in quanto tale. In tutto le persone di cui è stata chiesta la citazione sono circa trecento.

Un numero destinato a crescere, visto che le difese e le parti civili stanno depositando le loro liste testi, alcuni dei quali davvero... “illustri”.

Alberto Setti

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