Ceramica, il presidio va avanti
Frassinoro. Terre di Badia, gli operai difendono le piastrelle. Lunedì incontro decisivo in Provincia
FRASSINORO. Passeranno tutto il weekend, giorno e notte, ad alternarsi nel picchetto davanti alla ceramica Terre della Badia i dipendenti in sciopero da giovedì a Frassinoro. Nell’assemblea dei lavoratori di ieri si è deciso all’unanimità di protrarre lo stato d’agitazione per altri tre giorni, almeno fino a lunedì, quando si svolgerà un incontro decisivo. Su richiesta della Cgil infatti è stato convocato un tavolo istituzionale in Provincia per affrontare la crisi con il presidente Gian Carlo Muzzarelli, l’assessore regionale Palma Costi, il proprietario dell’azienda William Reberberi, gli Rsu e il sindaco Elio Pierazzi.Potrebbe esserci anche il nuovo acquirente di cui si vocifera, un imprenditore italiano del distretto ceramico, il cui nome verrebbe fatto in maniera ufficiale se il faccia a faccia andrà bene. Ma le ore che separano dal vertice rimangono segnate da un’unica certezza per gli operai: il mancato pagamento degli stipendi di febbraio, perché i conti dell’azienda restano bloccati. Il possibile passaggio a nuova proprietà, annunciato dallo stesso Reverberi, alleggerisce solo di poco le preoccupazioni dei 90 dipendenti: anche nella migliore delle ipotesi servirà comunque tempo per formalizzare tutto e riavviare la produzione che oggi verrà definitivamente congelata con lo spegnimento totale del forno.
«Si dovrà ricorrere comunque agli ammortizzatori sociali – sottolinea Carlo Antonino della Filctem/Cgil Sassuolo che sta seguendo tutta la vicenda – sia che si parli di cassa integrazione o di contratti di solidarietà. I timori restano fortissimi finché non vediamo la firma del nuovo acquirente, e anche dopo la partita è tutt’altro che finita. Che piano industriale avrà? Manterrà inalterati i livelli occupazionali? Ci aspettiamo risposte concrete lunedì, da portare ai lavoratori». I quali nel mentre non possono fare altro che tutelare l’unica ricchezza rimasta: le montagne di pallet di mattonelle accatastate in quello che dall’estate 2015 ha smesso di essere un parcheggio aziendale per diventare un sito di stoccaggio. Nessuno infatti può garantire che, smobilitando, nel weekend non arrivino tir a ripetizione a caricare.
Da qui l’esigenza di presidio continuo, con una rotazione che prevede una presenza massiccia di giorno e una ridotta ma costante la notte.
Lavoratori e Cgil ringraziano i tanti della comunità di Frassinoro che hanno manifestato solidarietà, dal delegato Fiom della vicina Trenton Italo Gentosi, che sta facendo una raccolta fondi, a chi ha portato generi di conforto come i titolari dei bar Tennis, Tanta Fera, l’Incontro e la macelleria Venturi. Intanto sul fronte politico i consiglieri Sel Yuri Torri e Igor Taruffi chiedono alla Regione un piano strategico per le politiche industriali in Appennino.
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