Gli accordi prematrimoniali
di Ferdinando Camon In questo accordo si fissano preventivamente le condizioni che ambedue devono rispettare per la vita insieme, e le condizioni verificandosi le quali ciascuno ha diritto di rompere...
di Ferdinando Camon
In questo accordo si fissano preventivamente le condizioni che ambedue devono rispettare per la vita insieme, e le condizioni verificandosi le quali ciascuno ha diritto di rompere e andarsene, e come deve avvenire l’eventuale rottura, chi ha diritto a un risarcimento, e quale e quanto. Ci sono anche coppie (e, purtroppo per loro, noi le conosciamo) in cui la signora fa mettere per iscritto la frequenza dei rapporti sessuali a cui il marito è obbligato. Dico “la signora”, perché ho presente una coppia di star in cui a mettere questa clausola è lei, ma i giornali dicono che questa clausola era stata messa anche nell’accordo prematrimoniale tra Onassis e Jacqueline, e a metterla era stato lui, timoroso che dopo lei potesse sottrarsi indefinitamente. Ma gli accordi prematrimoniali su cui si sta lavorando adesso in Italia puntano a fissare in anticipo cosa succede se la coppia si rompe. Come si dividono i beni e i soldi. In modo che, dopo, la rottura non diventi una guerra. Ci stanno lavorando l’onorevole Alessia Morani, renziana, e l’onorevole Luca D’Alessandro, verdiniano, i quali si dicono certi di raccogliere una maggioranza trasversale, e dicono che il loro scopo è di incrementare i matrimoni: adesso i giovani li evitano perché ne hanno terrore, temono di restare incastrati e di rimetterci tutto, figli, casa e soldi. Adesso in realtà quando un matrimonio si spacca è di solito l’ex-marito a piombare nella miseria, spesso rientrando nella casa paterna, e a volte anche frequentando mense popolari. Il modo in cui vengono decisi oggi i divorzi è spesso sbilanciato a favore di lei, a partire dall’assegnazione dei figli. Si aspettava una legge correttiva. Gli accordi prematrimoniali cercano di mettere un argine a questo danno e questo pericolo. Forse serviranno ad aumentare i matrimoni, ma non credo che i matrimoni, se saranno più numerosi, poi dureranno più a lungo. Un matrimonio non si rompe se non può rompersi, ma se può rompersi tende a rompersi. Voglio dire: se l’uscita dal matrimonio è programmata, è più facile uscire. Rispetto al matrimonio indissolubile, senza preaccordi, il nuovo matrimonio, con i preaccordi per la rottura, avrà questa caratteristica: l’unione sarà infinitamente meno stretta, perché sono matrimoni che nascono “con riserva”, e la clausola della riserva prima o poi scatterà. Allora, se l’iniziativa va in porto, proporrei di non parlare più di “coniugi”: questi non sono “coniugi”, cioè “posti sotto lo stesso giogo”, sono soci. Però, sì: i giovani hanno paura del matrimonio, e oggi tendono a mettersi insieme senza vincoli, senza sposarsi. Convivono. Se arrivano i “contratti prematrimoniali” è prevedibile che i giovani si sposino di più. Avremo più coppie sposate, anche se per un tempo più breve. E così, dopo il “divorzio breve”, arriverà il “matrimonio breve”. Cambierà tutto, per l’uomo e per la donna. E per la narrazione della loro vita insieme, arte, cinema, letteratura. Spesso le rivoluzioni che arrivano così, in silenzio, senza farsi notare, sono poi quelle che risultano le più profonde: cambiano l’uomo.
fercamon@alice.it
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