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La Regione: «Maserati ci serve qui»

La Regione: «Maserati ci serve qui»

Bonaccini e Palma Costi fanno pressing su Marchionne. La Fiom sulle barricate: «L’Ad ne ha già decretato la morte»

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Il governatore Stefano Bonaccini e l'assessore regionale Palma Costi hanno già in agenda l'incontro coi vertici Maserati, dopo le parole di venerdì a Modena dell'amministratore Fca, Sergio Marchionne, che ha segnalato come le attività produttive del Tridente siano già programmate fuori Modena. «Maserati è già altrove» ha detto di fatto.

Diverso il tono delle battute del numero uno su Ferrari, che «è e resterà a Modena».

TIMORI ANCHE A BOLOGNA. Parole che hanno creato preoccupazione non solo sotto la Ghirlandina, ma anche a Bologna nella sede del palazzo della Regione. Dopo le prime caute valutazioni di cui riferivamo ieri, l’assessore alle attività produttive Palma Costi di concerto con il presidente della Regione Stefano Bonaccini, rilancia aprendo un vero e proprio pressing sull’azienda.

«Su Ferrari, Marchionne ieri è stato molto chiaro. Su Maserati, ribadisco che abbiamo bisogno di approfondire davvero coi vertici del Tridente che cosa significhino le parole dello stesso Marchionne pronunciate sia alla stampa sia a me personalmente, su mia richiesta».

Continua l'assessore alle attività produttive: «Noi siamo interessati, e credo sia interessato anche il gruppo, a mantenere una parte della produzione a Modena - rilancia Palma Costi - Nessuno ha chiesto di portare altre grandi produzioni, ma noi oggi abbiamo bisogno di mantenere un pezzo del marchio nel territorio modenese».

E «questo è un obiettivo categorico concordato con la città di Modena, in piena sintonia col sindaco Muzzarelli, che - sottolinea l'assessore regionale - ieri purtroppo è dovuto andare via. E chiaramente è una necessità obbligata anche per una Regione che fa delle auto il suo vanto». Sin qui la Regione.

Di diverso parere il sindacato Fiom Cgil.

SIAMO AL FUNERALE. «Le dichiarazioni pubbliche di ieri dell'amministratore delegato di Fca Marchionne sanciscono il funerale della produzione di auto a marchio Maserati a Modena».

Evidenzia la Fiom-Cgil di Modena che, come emerso dopo la fumata nera all'incontro coi vertici Maserati ieri in serata, si prepara da lunedì a nuovi presidi ai cancelli e scioperi agli stabilimenti locali del Tridente.

Tuona il segretario provinciale delle tute blu Cesare Pizzolla (Cgil): «Marchionne ha detto che a Modena non è possibile fare grandi numeri di auto a marchio Maserati e che qui si concentrerà la produzione dell'Alfa 4c e solo vetture particolari Maserati. Ciò conferma le preoccupazioni che la Fiom-Cgil ha espresso da tempo sulla riduzione del core business produttivo a Modena delle attività della Maserati».

«Alle istituzioni - incalza Pizzolla - così come a Fim-Cisl, alla Uilm-Uil, alla Fismic e alla cittadinanza tutta poniamo una domanda: possiamo rassegnarci alla fine di un marchio storico così strettamente legato al territorio modenese?»

DUE ORE DI SCIOPERO. In ogni caso, la Fiom non si vuole rassegnare e indice per lunedì, nel primo giorno di cassa integrazione ordinaria, secondo il nuovo programma interno, nuove mobilitazioni. Ovvero, una manifestazione per i cassintegrati e due ore di sciopero per coloro che non sono coinvolti nella cassa integrazione.

La manifestazione si terrà dalle 7.30 alle 10 davanti ai cancelli di Maserati in via Ciro Menotti: sarà presente anche tutto il comitato direttivo della Fiom locale, pari ad oltre 100 persone.

Le motivazioni dello sciopero appaiono più che mai confermate dopo l'incontro di ieri sera per l'esame congiunto della Cigo. «L’azienda - rincara il sindacato - a tutte le domande in riferimento al futuro produttivo dello stabilimento modenese, ha risposto con un laconico 'non siamo oggi in grado di dirvi nulla', nascondendosi dietro la scusa che l'oggetto dell'incontro non permetteva di ragionare di prospettive».

È stata confermata invece l'esigenza della cassa integrazione ordinaria fino a 305 lavoratori, dal 21 marzo al 3 aprile. Tra le altre cose, insiste Pizzolla, l'incontro di giovedì sera doveva essere unitario ma, «su decisione congiunta tra azienda e altre organizzazioni sindacali» si è svolto su due tavoli separati. Ieri infine, si sono tenute le assemblee sindacali extra Fiom: «Le voci riportate sono di reazioni dure e molto arrabbiate dei lavoratori»

UIL CRITICA IL COMUNE. Infine da segnalare l’intervento del segretario Uil Luigi Tollari che a Marchionne replica: «Anche Maserati per noi è Modena e non da oggi. Riconosciamo sottovalutazioni di vecchia data dell'amministrazione comunale modenese nel non trovare una soluzione possibile e praticabile per l'estensione aziendale come a suo tempo richieste e che forse oggi sono uno degli elementi che determinano una scelta di questo tipo, di certo non datata. Noi non ci rassegniamo all'idea di perdere un importante baluardo dell'economia modenese».

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